Sanità pubblica in profonda crisi. Il 16 dicembre scatta lo sciopero

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Il 16 dicembre 2015 sarà per la Sanità italiana, una data importante, perché segnerà l’apice dell’attuale stato di crisi assoluta in cui versa già da tempo e che, come descritto nel testo della legge di stabilità 2016, sarà ancor più penalizzante per i medici e i dirigenti sanitari dipendenti e, di conseguenza, per la salute dei cittadini.

Per questo motivo, tutte le organizzazioni sindacali mediche nazionali sciopereranno in modo compatto, per 24 ore, astenendosi dall’esercizio lavorativo perché chiedono:

  1. Mettere fine a condizioni di lavoro sempre più pesanti e rischiose, recuperando il ruolo dei professionisti nei processi gestionali delle attività sanitarie;
  2. Un finanziamento della sanità pubblica adeguato a garantire il diritto alla salute dei cittadini;
  3. Un piano di assunzioni dei medici per rispondere alle normative europee e all’uscita dal lavoro attivo di 13.000 medici nei prossimi due anni;
  4. Una legge organica e non spezzettata sulla responsabilità professionale;
  5. L’apertura del tavolo contrattuale con salvaguardia delle risorse accessorie messe a rischio dalla legge di stabilità;

Non si può più stare a guardare. L’assenza di finanziamenti certi e congrui per il CCNL del triennio 2016/18 – spiegano in una nota congiunta Costantino Troise e Pietro Pata, rispettivamente segr. naz.le Anaao Assomed e segr. reg.le Anaao Assomed Sicilia – determinerà un peggioramento della perdita di potere di acquisto delle retribuzioni che nei 6 anni di blocco ha superato 30.000 euro in media a testa; l’ennesima sottrazione di risorse storiche, e certe, dai fondi contrattuali pari a circa 300 milioni nel triennio con depauperamento del fondo di posizione, comporterà la progressione di carriera, e del disagio; l’invasione dell’Università nelle aziende territoriali con pericolo dei pochi posti apicali residuati alla cura degli standard; l’assenza di un piano di assunzioni con risorse fresche che possa rimediare all’aumento dei carichi di lavoro e alla prevista uscita dal sistema di 20.000 medici nel triennio; la fondamentale assenza di un cambio di governance che rimedi alla marginalizzazione, fino alla mortificazione del ruolo della dirigenza sanitaria”.

Alle motivazioni fin qui espresse che hanno portato alla decisione dello sciopero, si aggiungono le pesanti condizioni di lavoro legate alla specifica condizione della sanità regionale:

  1. il piano di efficientamento della rete ospedaliera (DA 46/2015) ancora sub iudice in quanto l’Assessorato non ha risposto alle osservazioni del Ministero;
  2. gli atti aziendali e la rimodulazione delle piante organiche delle aziende sanitarie regionali non approvati con decreto;
  3. la pesante ricaduta della Legge 161 (orario settimanale e riposi) sul mantenimento dei LEA.

 

L’ANAAO ASSOMED non si tira indietro in questi momenti difficili e per questo motivo, tutti gli iscritti parteciperanno allo sciopero del 16 dicembre prossimo.

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