Parco dei Nebrodi, intensificati i controlli

Intensificati i controlli da parte del Corpo di Vigilanza di Longi, al comando dell’Ispettore Giuseppe Vinci, sull’abbandono incontrollato dei rifiuti sul territorio protetto del Parco dei Nebrodi.

Indagini che hanno portato, attraverso un’attenta attività di verifica, a risalire agli autori di alcuni illeciti, che, durante i loro spostamenti, si sono disfatti dei propri rifiuti abbandonandoli direttamente sul territorio e precisamente sul ciglio della Strada Provinciale 159 (Longi – Portella Gazzana), elevando una sanzione di 1200 euro.

Il Corpo di Vigilanza, in vista dell’afflusso previsto nelle giornate del  14 e 15 Agosto, proseguirà senza sosta e con tolleranza zero la propria attività di controllo nell’intero territorio protetto.

I controlli hanno, tuttavia, permesso il salvataggio di due esemplari di fauna selvatica. Il primo caso riguarda il ritrovamento di un esemplare di poiana: l’animale, rinvenuto ferito ad un’ala e fortemente debilitato è stato trasportato presso il Centro Recupero Animali Selvatici ed affidato alle cure del dottor Fabio Grosso, veterinario e responsabile del Centro.

All’animale sono state prestate subito le cure del caso per i traumi  riportati, probabilmente dovuti alle avverse condizioni metereologiche di questi giorni. Affidata alle cure dello stesso centro anche un’upupa.

Il Presidente del Parco, Giuseppe Antoci, ricorda che “i volatili rappresentano una priorità da proteggere, dal momento che il nostro territorio è annoverato tra i più importanti siti di birdwatching a livello europeo. Peraltro – continua Antoci – la presenza di rapaci all’interno dell’area protetta, indica un buon livello di salute dell’ecosistema in quanto abbinata all’esistenza di altre forme di vita necessarie alla sopravvivenza di più specie: piccoli mammiferi, roditori, coleotteri, lucertole, serpenti e piccoli uccelli. Per questo è più che mai necessario preservare l’ambiente ed invitiamo tutti i cittadini del Parco alla massima collaborazione, segnalando tutte le attività illecite che possano arrecare danno all’area protetta”.

 

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