“Generosità ospedaliere”: borsista pagato 3000 euro al mese fa l’addetto stampa del Papardo

Papardo-MessinaGli stratagemmi adottati dalle aziende ospedaliere di Messina per eludere la legge 150 sugli uffici stampa nelle pubbliche amministrazioni, la circolare Gucciardi del 2015 ed in generale le procedure concorsuali previste per dotare l’Ente di un addetto stampa, iniziano a preoccuparci. Dopo i casi  dei concorsi all’Asp ed al Policlinico, quello degli stagisti al Papardo e dell’addetto stampa del neonato Irccs-Piemonte scelto senza alcuna procedura concorsuale, scopriamo che il Papardo ha uscito dal cilindro “una borsa di studio per esperto in “diffusione dati” da oltre 36 mila euro per un anno, per dotarsi a tutti gli effetti di un addetto stampa, aggirando così la normativa in materia.

Queste forme creative di assegnazione di incarichi in alternativa alle normali procedure concorsuali rappresentano un pessimo segnale per la trasparenza nella Pubblica amministrazione ed un modus operandi che non possiamo più accettare in silenzio.

In data 2 maggio viene pubblicato sul sito dell’azienda ospedaliera Papardo, alla sezione bandi di concorso:“un avviso pubblico per titoli e colloquio per il conferimento di una borsa di studio per la durata di anni 1 di un posto di esperto in diffusione dati per l’attuazione del progetto Sviluppo degli strumenti per l’individuazione di pratiche ad alto rischio di inappropriatezza in Sicilia”. Termine per la presentazione delle domande il 17 maggio.

Già dalla formulazione dell’avviso era tale da risultare comprensibile solo a chiaroveggenti ed esperti in enigmi ma qualora, ispirati da illuminazione divina fossimo riusciti a comprendere che l’esperto di diffusione dati è in realtà un giornalista, non avremmo trovato, tra i requisiti richiesti, alcun cenno ai titoli specifici della nostra categoria. Eppure, con la delibera n°555 dell’11 agosto il direttore generale Michele Vullo affida l’incarico al giornalista professionista Massimo Antonio Calabrò, di Reggio Calabria a seguito della valutazione della Commissione che ha effettuato il colloquio (e nella quale non c’era alcun rappresentante dell’Ordine dei giornalisti). A partecipare al bando per “esperto in diffusione dati”, inoltre, guarda caso, sono stati solo due giornalisti: Massimo Antonio Calabrò e Maria Chiara Luca, giornalista pubblicista. Entrambi hanno avuto l’intuito di comprendere che il termine esperto in diffusione dati è un altro modo, alquanto criptico e bizzarro per dire “addetto stampa” ed eludere così la normativa.

Ma che in realtà si tratti di un incarico da addetto stampa e non di una generica borsa di studio lo si evince dalle mail inviate alle redazione nel mese di settembre dall’indirizzo faremeglio.papardo@gmail.com per diffondere comunicati stampa e fotografie relative agli eventi realizzati nell’ambito del progetto finanziato dalla Regione “Fare di più non significa fare meglio”.

Il ricorso a borse di studio per eludere la normativa in materia di uffici stampa non è solo offensivo nei confronti della categoria, ma a questo punto, ci fa temere che non si tratti più di casi isolati ma di una nuova strategia creativa per affidare incarichi senza passare da iter concorsuali.

Alla luce del perdurare di situazioni e comportamenti e per evitare che il metodo adottato a Messina possa trovare “estimatori” nella Sicilia, e ritrovarci con borsisti e stagisti che svolgono il ruolo di addetti stampa, siamo determinati a tutelarci in tutte le sedi competenti e possibili a difesa della dignità della categoria.

Messina, 17 novembre 2016

FIRMATO

Rosaria Brancato, direttore Tempostretto

Patrizia Vita, direttore Normanno

Davide Gambale direttore Messinaoggi

Eduardo Abramo direttore Tremedia

Gianluca Rossellini Ansa

Gianfranco Pensavalli Messinaora

Palmira Mancuso, direttore Messinaora

Francesco Straface

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