Contratto Collettivo 2016, il Silpol chiede parità di trattamento tra dipendenti e dirigenti

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E’ ancora scontro tra il Segretario Generale Antonio Le Donne e il il Silpol, con quest’ultimo che punta il dito contro la nota del Contratto Collettivo Decentrato Integrativo del 2016.

Per il segretario provinciale del sindacato di polizia locale, Giuseppe Gemellaro, c’è un’evidente disparità di trattamento tra i dipendenti e i dirigenti: “Probabilmente nelle alte visioni dogmatiche del segretario si nasconde la volontà di voler attuare modelli di negoziazione che evidentemente tradiscono i principi del confronto democratico e istituzionale, per dar luogo ad atti unilaterali che non snaturino le volontà datoriali di salvaguardare interessi particolari come nel caso della chiusura della concertazione sul regolamento
delle Posizioni Organizzative e delle Alte Professionalità” .

Per Gemellaro siamo davanti alla classica goccia che fa traboccare il vaso, visto e considerato che la partita per il salario accessorio del 2015 è ancora aperta: “Forse anche in questo caso la colpa è delle rappresentanze sindacali? O forse conviene sorvolare sull’ammanco nella previsione di bilancio di 1.200.000 € sul fondo 2016 dei dipen-
denti? Oppure sulla proposta presentata dall’Amministrazione che mira a falcidiare il salario di tutti i dipendenti dei Comune? Rispetto a tutto questo non ci possono essere controproposte di parte nè accordi su tavoli privilegiati che mirino a tutelare interessi particolari, ma diventa necessario, ineludibile e coraggioso convocare i tavoli e discutere con chiarezza e lealtà del Contratto della Dirigenza, che è parte di questo Comune, della salvaguardia dei livelli salariali dei dipendenti del Comparto, della ricontrattualizzazione, sempre annunciata e mai attuata, del personale a tempo determinato, del Regolamento sulla reperibilità dei dipendenti inesistente agli atti dell’Ente, del Regolamento dell’orario di lavoro la cui revisione è da anni messa da canto sul tavolo che aspetta di avere definizione al fine di porre riparo anche ai rischi di verifica che oggi i lavoratori corrono per uno strumento non omogeneamente flessibile, insieme a tutte le altre vertenze che avrebbero dovuto riscontrare la sensibilità dell’Amministrazione e che forse oggi, a ragion veduta, rappresentano i titoli dei capitoli dei libri dei sogni di qualcuno”.

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