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Camera di Commercio, 5 associazioni. “Si pensi ad un fronte comune, non alle poltrone”

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camera di commercio bellaCon una nota stampa congiunta, che vi riportiamo di seguito, Confcommercio, Confartigianato, Fapi, Clai e Adoc intervengono sulla vicenda relativa al paventato accorpamento della Camera di Commercio di Messina, stigmatizzando il compartimento di quelle associazioni che si erano dette favorevoli alla fusione.

Le Associazioni delle piccole e medie imprese che non hanno firmato il documento di accorpamento della Camera di Commercio di Messina a Catania, nel febbraio 2015, ed il conseguente trasferimento delle competenze, non possono appoggiare fughe in avanti da parte di quelle associazioni datoriali che erano d’accordo alla cancellazione della Camera di Commercio di Messina, rendendosi pertanto complici dell’ennesimo scippo alla città Metropolitana di Messina.

Tuttavia, non comprendiamo come gli stessi attori si ergano oggi a ‘paladini’ della Camera di Commercio, la cui autonomia è stata preservata solo grazie alle battaglie sostenute dalle piccole e medie imprese con in testa la Confcommercio. Quelle stesse associazioni desiderose di accorpare Messina a Catania sostenendo come la Camera di Commercio messinese non fosse nelle condizioni di pagare neppure gli stipendi e le pensioni (circostanza mai accaduta), invece di presentarsi al cospetto della politica regionale con un fronte comune, si lasciano prendere dalla bramosia di conquistare una poltrona. Da parte delle piccole e medie imprese è stata avviata una nuova impostazione, lontana dalla vecchie logiche, già iniziata con la battaglia vinta per l’emendamento che prevedeva la salvaguardia delle Camere di Commercio delle città metropolitane e che continuerà con la creazione di una  cabina’ di regia che si occuperà dello sviluppo economico della città di Messina all’interno della “rigenerata” Camera di Commercio. Solo mediante un fronte comune e la ricreazione di un clima di assoluta serenità, quindi senza divisioni o fughe in avanti, le associazioni datoriali messinesi potranno presentare le proprie istanze ai tavoli della politica regionale.

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