Accorinti – Trischitta: il primo è “tirchio”, il secondo “pignolo”… E la città si stancò

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E’ sicuramente “poco onorevole” per il sindaco Accorinti, le cui possibilità economiche sono senza dubbio ben al di sopra della media, chiedere il rimborso al Comune per una barretta di cioccolato e un dolce al pistacchio, consumati durante un frugale pasto in autogrill al termine di due distinte trasferte istituzionali a Palermo, compiute lo scorso luglio. Ma è altrettanto “poco onorevole” per il consigliere comunale Giuseppe Trischitta organizzare una conferenza stampa sulla questione, dando nuova linfa ad un dibattito sterile e tutt’altro che prioritario, visti i problemi con cui fa i conti la città.

Di argomenti ben più seri e urgenti da proporre alla stampa, il capogruppo di Forza Italia Trischitta ne avrebbe a bizzeffe. Eppure, dallo scorso settembre,  preferisce indagare sui rimborsi del sindaco Renato Accorinti tramite una vera e propria inchiesta iniziata dalla partecipazione del primo cittadino (a spese del Comune) al compleanno del compianto Dario Fo, passante per una lunga serie di scontrini di cui poi è stato chiesto il rimborso, la realizzazione di una doccia personale e l’adesione a concerti e iniziative politiche. Ieri l’ultimo atto con la consumazione, appunto, di un Kinder Maxi ed un trancio pistacchioso, per un totale di 13 euro e 40 centesimi.

Trischitta riporta la sua ultima “scoperta” in un’interrogazione con la quale stigmatizza la scelta del Sindaco di farsi rimborsare “caramelle, cioccolate, caffè ed altre quisquilie”. Il consigliere chiede ad Accorinti se ritiene opportuno conservare scontrini per farsi rimborsare somme così modeste sostenute solo al fine di soddisfare golosità e vizi personali, invitandolo a sostenere a proprie spese, per il futuro, tali acquisti superflui.

Acquisti superflui appunto, come superfluo appare soffermarsi o meglio accanirsi su tali argomentazioni. Trischitta ha l’esperienza giusta per tornare ad analizzare problematiche vitali per il futuro di Messina, così come ha già fatto in passato. Ne beneficeremmo tutti, compresi noi giornalisti, invitati a partecipare ad una conferenza stampa in cui parla di cioccolata e pistacchi mentre fuori la città è invasa dai rifiuti.

Insomma, Trischitta pensi all'”amaro” di Messina più che ai “dolci” di Accorinti.

Andrea Castorina

 

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  1. Perfettamente d’accordo con l’analisi. Accorinti avrà fatto qualche errore, ma criticarlo per queste piccolezze rende poco credibile Trischitta. Soprattutto conoscendo le magagne di Gettonopoli.
    Basta aria fritta!

  2. Seguendo questa logica per non essere dichiarato tirchio Accorinti avrebbe dovuto fermarsi a mangiare al ristorante?

    A me sembra normale che se in missione si sia fatto rimborsare per le spese sostenute e anzi va apprezzato per non approfittarne scialacquando.

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