maurizio croce e giuseppe grazia sul piano di riequilibrio

Risorse e piano di riequilibrio, Grazia contro De Luca: «Messina ha perso delle opportunità»

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In dieci anni, un Piano di riequilibrio e sette rimodulazioni: al centro del dibattito elettorale i conti del Comune di Messina, le possibili assunzioni all’interno di Palazzo Zanca, le partecipate. A parlarne oggi è l’assessore designato al bilancio di Maurizio Croce, Giuseppe Grazia: «Messina ha perso delle opportunità».

Ad aprire la conferenza stampa è il candidato sindaco Maurizio Croce: «Dopo quello del risanamento, oggi affrontiamo un secondo tema, molto sentito dai cittadini, fondamentale per l’amministrazione futura. È il tema del Piano di riequilibrio. Da questo tema è scaturita una leggenda, quella per cui un sindaco di Messina debba essere un “guardiano dei conti”. Non credo sia ciò che serve alla città, credo che Messina abbia bisogno di altro. Credo che per occuparsi del Piano serva un tecnico, un esperto che abbia contezza e sappia leggere le carte in maniera puntuale. Giuseppe Grazia è un esperto in tema di bilanci e può mettere in ordine i conti del comune. È qui per chiarire qual è la situazione effettiva del piano di riequilibrio».

Piano di riequilibrio, Giuseppe Grazia: «Siamo all’anno zero»

Dopo un breve excursus “storico” sul Piano di riequilibrio, partito nel 2012 e arrivato a oggi, nel 2022, con ben sette rimodulazioni – l’ultima delle quali in calcio d’angolo da parte dell’Amministrazione De Luca –; l’assessore designato al bilancio del centrodestra, Giuseppe Grazia, ha fatto il punto della situazione concentrandosi sul presente e sulla strategia che la Giunta Croce attuerebbe nel caso in cui arrivasse a Palazzo Zanca: «Siamo all’anno zero perché il Piano che è stato presentato non sarà mai discusso dalla Corte dei Conti. Il primo è stato visto e commentato con 81 pagine di osservazioni su alcune cose che erano considerate lacunose. Non entro nel merito, perché parliamo di una cosa fatta tre anni fa. Dobbiamo guardare avanti, al futuro. Per legge l’Amministrazione che arriverà al Comune da queste elezioni amministrative ha 150 giorni per riformulare un piano. Questa volta garantiamo che i numeri saranno in radiografia, non in fotografia. Vogliamo conoscere i numeri non per dare in pasto ai messinesi un “abbiamo salvato la città”, ma per noi. Perché soltanto capendo qual è la reale consistenza dell’indebitamento possiamo capire cosa fare. Se siamo convinti noi porteremo alla Corte dei Conti il piano di riequilibrio con i numeri assodati».

«L’accettazione del piano di riequilibrio – sottolinea Grazia – non significa che i debiti sono strappati e si riparte da zero. Ci saranno dei paletti. Primo, il controllo sulla pianta organica; secondo l’aumento al massimo delle tariffe, terzo, la vendita dei gioielli della famiglia, e poi la riduzione delle spese correnti. Esiste un’alternativa? Certo, perché a noi non manca il dialogo col Governo centrale. Se guardiamo la Legge di Bilancio 2021, Reggio Calabria, Napoli, Palermo e Torino hanno avuto oltre 2 miliardi di quote costanti divisi in 20 anni. Messina dov’era? Nel 2021 le città metropolitane hanno avuto 100 milioni, Messina ne ha presi 10. Il “salvacomuni” ha consentito alle città metropolitane di derogare al tetto dell’Irpef comunale e di applicare una tassa sull’imbarco. Qui si innesca un nostro progetto: quale? Far pagare un ticket di due euro per chi si imbarca sulle navi da crociera. Messina è rimasta fuori, perché non c’è un dialogo. Però la “santa assessora” Matilde ha fatto un emendamento sul “decreto aiuti” dove ha inserito che anche i Comuni che hanno presentato il Piano di riequilibrio possono accedere a questi fondi. Questo è il dialogo». 

Assunzioni e partecipate. Grazia: «Noi non licenzieremo»

maurizio croce e giuseppe grazia sul piano di riequilibrio

Infine, il discorso si è spostato sulle assunzioni. Basile ne ha promesse 1000, il centrosinistra ridimensiona questa cifra a 250/300. «Andiamo al personale – ha affermato Giuseppe Grazia – anche qui sentiamo numeri. Noi invertiamo il nostro obiettivo. Noi non licenzieremo. Cosa si farà per il personale dipendente? Sicuramente qualche paletto lo avremo, siamo vincolati alla legge nazionale. Palermo e Catania possono assumere solo in base al turn over, in base al 100% delle dimissioni dell’anno precedente. I numeri non ve lo posso fare in questo momento, ma sicuramente andremo al massimo possibile. Avremo il PNRR, metteremo personale a tempo determinato. Sul personale in generale uno dei nostri obiettivi è quello di motivarlo. Bisognerà rivedere la pianta organica, fare un’analisi della macchina amministrativa, fare un piano di fabbisogno, di formazione. Le sfide che ci attendono sono tante. Non c’è sviluppo se non saniamo i conti. Questi sono i nostri obiettivi».

Infine, un accenno al tema delle partecipate comunali che, spiega Grazia, saranno riorganizzate. Una particolare attenzione, aggiunge, sarà data al welfare.

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