Reset e la sua ricetta per una nuova gestione dei rifiuti

ResetReset propone la sua ricetta per la gestione dei rifiuti. Il Movimento oggi vicino al sindaco Renato Accorinti ha presentato uno Studio di Fattibilità per migliorare i servizi e ridurre i costi. In conferenza è stato sottolineato: “Abbiamo deciso di verificare quale debba essere e quanto debba effettivamente costare un servizio efficiente ed adeguato per una città di oltre 240 mila abitanti come Messina, indipendentemente dal numero dei dipendenti delle società partecipate. Il risultato del nostro lavoro dimostra come i costi, tanto discussi, del servizio di smaltimento dei rifiuti, non siano spropositati ma come, semmai, il servizio attuale sia evidentemente inadeguato rispetto a tale costo”. Il gruppo di lavoro è composto dagli architetti Alessandro Tinaglia e Massimo Potenzone e dagli ingegneri Luca Barresi, Simona Cavallaro. Il progettista è l’ingegnere Roberto Campagna. Reset ha illustrato cosa fare preliminarmente: occorre organizzare i servizi che porterebbero al 18% di raccolta differenziata e a un abbattimento dei costi di gestione di circa 2 milioni di euro per il mancato conferimento in discarica. Secondo passo è razionalizzare la gestione dei rifiuti speciali che se gestiti autonomamente dalle aziende produttrici andrebbero a sottrarre una parte notevole dei rifiuti che il gestore pubblico dovrebbe altrimenti raccogliere e trattare. Altro passo è il modello Eco Recycling Point, esperienza già attuata nel territorio, la cui percentuale di raccolta differenziata raggiunta (4%) supera quella dell’intero Comune (3%) e che “Consente di incentivare i cittadini “virtuosi” immediatamente all’ingresso presso i centri, contabilizzare dettagliatamente i rifiuti differenziati prodotti dalle utenze e valorizzare “a distanza zero” gli imballaggi raccolti, evitando ulteriori processi di messa in riserva, selezione e recupero. L’applicazione consentirebbe di raggiungere almeno il 15% di raccolta differenziata”.
Per il futuro Reset pensa all’implementazione di due diversi sistemi di raccolta differenziata: il “porta a porta” per le circoscrizioni I e VI, nelle quali prevale la presenza di edifici a sviluppo orizzontale e una popolazione complessiva di circa 55.000 abitanti, e il “domiciliare di prossimità” attraverso l’installazione di circa 1.000 “eco – punti con il riconoscimento dell’utenza” per le circoscrizioni II, III, IV e V, nelle quali prevale la presenza di edifici a sviluppo verticale.
Altra opportunità, inoltre, deriverebbe dalla realizzazione di aziende (pubbliche o private) per la trasformazione del rifiuto (carta e cartone, alluminio, vetro e plastica), riciclandolo e tramutandolo in risorse e occupazione. Le aziende, che dovranno nascere nel territorio comunale della città, contribuiranno a chiudere la filiera del ciclo dei rifiuti, a ridurre il costo della gestione di tale ciclo, a creare nuovi posti di lavoro e ad attuare un ulteriore passo della strategia “rifiuti zero”.
Campagna si sta occupando di verificare la sostenibilità economica e la fattibilità tecnica del “porta a porta spinto” anche nelle circoscrizioni II, III, IV e V.

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