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Referendum a rischio a Messina: i dipendenti sospesi idonei alla visita, adesso i corsi aggiornamento

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A Palazzo Zanca è corsa contro il tempo per garantire il regolare svolgimento delle votazioni, valide per il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, che a Messina si era detto fossero a rischio, causa la sospensione degli otto dipendenti disposta dall’Ispettorato del Lavoro. Una sospensione che andava risolta per tempo, perchè anche la nostra città potesse partecipare al voto del referendum ed evitare una figuraccia nazionale.

In pratica, secondo l’ufficio guidato da Gaetano Sciacca, gli otto dipendenti sono privi dei dovuti requisiti fisici e tecnici per adempiere all’allestimento dei seggi nelle scuole, perchè non hanno eseguito le dovute visite mediche, ma soprattutto non hanno fatto i corsi d’aggiornamento necessari.

Il primo scoglio è già stato superato, con i lavoratori che due giorni fa si sono sottoposti alle visite, mentre i corsi si dovrebbero tenere il 22 e il 24 novembre. Il dubbio però resta, perchè non è ancora certo che questi sforzi possano servire a garantire il normale allestimento dei seggi entro i tempi prestabiliti. Dagli uffici del Comune trapela un certo ottimismo, ma intanto si lavora per un Piano B. Il dirigente alla Manutenzione Immobili Comunali, Ajello, avrebbe già comunicato agli altri dipartimenti di mettere a disposizione qualsiasi lavoratore idoneo a svolgere questo compito, una sorta di chiamata alle armi per far sì che i messinesi possano regolarmente andare a votare.

L’obiettivo principale però è e rimane quello di far rientrare il caso, con l’assessore alla sicurezza nei luoghi di lavoro, Sebastiano Pino, e il Segretario Generale, Antonio Le Donne, che si sono messi in moto per scongiurare un episodio che avrebbe del clamoroso.

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