Per l’Ars il ponte sullo Stretto “non s’ha da fare”. Approvata la mozione del Pd

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ponte strettoL’Ars dice no al ponte sullo Stretto. L’aula di Sala d’Ercole ha infatti approvato oggi pomeriggio il testo “Interventi finalizzati al ritiro del progetto relativo alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina”, presentata da alcuni deputati del Pd, primo firmatario Fabrizio Ferrandelli. Il centrodestra al momento del voto ha abbandonato polemicamente l’Aula al termine di un acceso dibattito.
Il governo Crocetta, attraverso l’assessore alle Infrastrutture Antonino Bartolotta, aveva spiegato che “l’opera non e’ prioritaria nell’agenda del governo regionale”, rimettendosi all’Aula. Il documento impegna la giunta “a porre in essere tutte le iniziative volte alla revoca in via definitiva del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina ed alla contestuale destinazione delle somme ad infrastrutture che valorizzino il territorio siciliano e che siano volano per lo sviluppo e la sostenibilita’ del nostro territorio”. Approvato anche l’emendamento sullo scioglimento della Societa’ Stretto di Messina, con la previsione che, sull’argomento, il presidente della Regione partecipi al Consiglio dei ministri, come prevede lo Statuto, con il rango di Ministro. Il presidente dell’Ars, Giovani Ardizzone, ha annunciato la possibile formazione di una Commissione di studio e di approfondimento.

Ecco a cosa si appella la mozione:

“La cantierizzazione di rilevanti tratti di costa e le opere previste comporterebbero l’alterazione di habitat marini unici nel Mediterraneo e ben noti agli studiosi di biologia marina. Le acque dello Stretto – argomenta la mozione – “sono attraversate da varie specie di cetacei, da tonni e dal pesce spada, che qui ha il suo centro di riproduzione, in quanto le correnti generate dall’incontro del Mare Jonio e del Tirreno determinano una situazione unica e delicatissima: Il tratto di costa tra le localita’ di Punta Pezzo e Cannitello, interessato dal progetto di cantierizzazione e costruzione della torre del ponte, e’ definito un autentico ‘paradiso di biologia marina’, per la presenza di una fauna unica che giunge qui dalle profondita’ dello Jonio e dal largo Basso Tirreno”. Agli effetti sull’ecosistema si aggiungono, poi, gli aspetti riguardanti la politica dei trasporti e l’analisi circa i costi e i benefici dell’opera, “basti pensare alla carente rete di trasporti che richiederebbe un programma dettagliato di manutenzione ordinaria e straordinaria e di forte potenziamento; le iniziali stime hanno, per anni, propagandato occupazione per 40 mila addetti che sarebbero stati impiegati nella realizzazione dell’opera. Tale numero, tuttavia, si e’ notevolmente ridotto a 5 mila, di cui solo 2 mila reclutati tra la manodopera locale”.

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