“Pala Nebiolo inadatto all’accoglienza”. Cucinotta sul trasferimento dei migranti

migranti LampedusaSulla permanenza degli 82 migranti che attualmente abitano il Pala Nebiolo si riaccende la polemica. Ancora una volta si pone l’accento sulla inadeguatezza della struttura a fungere da luogo di accoglienza. «I richiedenti asilo sono sotto la protezione del diritto internazionale — scrive in una nota il consigliere comunale Nicola Cucinotta. Essere protetti significa molto di più del semplice “essere riconosciuti”. Vuol dire, in primo luogo, aver garantito dignitosamente vitto e alloggio. Da troppo tempo i migranti africani arrivati a Messina da Pozzallo, sono sopiti nel centro sportivo messo a disposizione dell’Università. Una palestra non può dare ospitalità ad 82 esseri umani per un tempo superiore a 15 giorni».

E infatti il consigliere comunale non si esime dal ricordare che in seno al Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, l’8 ottobre, era stato dichiarato che la permanenza al Pala Nebiolo non si sarebbe protratta oltre i 3 giorni. «In quell’occasione — rammenta Cucinotta — si invitarono le istituzioni presenti, a individuare altre strutture più consone all’accoglienza. Accogliere dei richiedenti asilo in una palestra, contravviene  ai requisiti minimi della Direttiva 2013/32/Ue. L’improvvisato centro di accoglienza al Pala Nebiolo tra l’altro solleva molti dubbi anche di natura giuridica, dal momento che se dovesse protrarsi la permanenza degli “ospiti” questo significherebbe aver istituto un centro senza decreto ministeriale e senza i requisiti minimi di legge».

«I Cara (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo) — prosegue Cucinotta —, istituiti dal Ministero, infatti permettono la libera circolazione degli ospiti, così come previsto dalla legge. Circolazione che è consentita solo in determinate fasce orarie. Esempio opposto ai Cara, è quello dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), progetti di accoglienza e protezione gestiti dai Comuni attraverso l’Anci. Un sistema che si fonda sull’autonomia e inclusione sociale dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, si pone agli antipodi delle scelte governative di creare “non luoghi” che con la precedente esperienza dei provvedimenti governativi per l’emergenza Nord Africa, hanno fruttato al sistema della Protezione Civile, milioni di euro, spesi per il mero sostentamento materiale. Certe modalità d’intervento, inoltre, hanno costi finanziari enormi e fallimentari, persino la Corte dei Conti ha più volte lamentato questa modalità di gestione. Sicuramente più idoneo e rispettoso per i cosiddetti “ospiti”, sarebbe stato un progetto di accoglienza integrata, come quelli Sprar, che permetta agli enti locali di accedere al Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, con risultati di inserimento e accoglienza mille volte superiore di questo pseudo intervento».

Cucinotta esorta il sindaco Renato Accorinti a prendere in mano le redini della situazione e dissipare così tutti i dubbi su questa permanenza mal organizzata e gestita. All’emergenza migranti si aggiunge anche quella abitativa cittadina: «L’amministrazione — commenta ancora il consigliere — deve porsi seriamente il problema del fenomeno strutturale, è grave che non ci sia un progetto politico. Necessita attrezzare una struttura adeguata a ricevere  le tante emergenze, non solo dei migranti che chiedono accoglienza, ma anche per affrontare i casi estremi di emergenza abitativa della città. Bisogna garantire a questa gente la dignità di un posto dove trascorrere le proprie giornate. E il Pala Nebiolo non è certamente il luogo adatto per poter affrontare quel particolare calvario che è il riconoscimento del diritto d’asilo».

Il Consigliere, Nicola Cucinotta, evidenziata la criticità della situazione emergenziale, chiede all’Amministrazione risposte concrete riguardo al trasferimento, nel più breve tempo possibile, dei richiedenti asilo politico in una struttura più idonea.

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