Milazzo non può aderire al “Salva Comuni”. Il Consigliere Filippo Cento spiega il perché

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comune milazzoSeduta di consiglio comunale, quella della serata di lunedì, dedicata alla pesca e al dissesto.
In apertura dei lavori, la protesta dei pescatori della marineria del comprensorio tirrenico che hanno contestato ai Consiglieri comunali di aver bocciato la proposta di delibera presentata dall’Amministrazione di adesione al Gac (Gruppi azione costiera) e conseguentemente di far perdere non solo un finanziamento di oltre due milioni di euro ma anche opportunità future offerte dalla Comunità Europea attraverso i fondi della pesca. Dopo un dibattito abbastanza animato, con l’intervento del consigliere nazionale di FederPesca, Nino Accetta, è stato raggiunto un accordo: la delibera in questione sarà riproposta dall’Amministrazione e valutata con maggiore attenzione dalle forze politiche. A seguire si è parlato di dissesto e dopo alcuni interventi dei consiglieri Cusumano, Alesci, Scicolone, Marano, Mellina e Capone, il consigliere Filippo Cento ha chiesto espressamente al presidente Pergolizzi di mettere subito in votazione la delibera presentata dall’Amministrazione, con la quale si dichiara il dissesto poiché qualsiasi altra strategia – ha detto – appare solo una perdita di tempo in quanto Milazzo non può accedere alla legge “SalvaComuni”. «Al fine di evitare di esprimere un parere personale – ha proseguito il consigliere – ritengo opportuno farmi confortare dal supporto normativo e la legge dice chiaramente che poiché il Comune di Milazzo risulta interessato da una procedura giunta ormai alla fase conclusiva da parte della Corte dei Conti, con l’assegnazione del termine di venti giorni da parte del Prefetto, nessun altro provvedimento può essere adottato dal consiglio e produrre efficacia tale da evitare il dissesto. Ritengo quindi che sia un atto di responsabilità — conclude — porre fine a qualsiasi alchimia e andare con serenità a votare il dissesto, epilogo che sicuramente non piace a nessuno dei consiglieri, ma che rappresenta un percorso obbligato dal quale non possiamo esimerci».

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