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Legge di bilancio 2023, Musolino: «Manovra inadeguata per la Sicilia, voterò “NO”»

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La senatrice messinese di “Sud chiama Nord”, Dafne Musolino, voterà “NO” alla Legge di Bilancio presentata dal Governo Meloni. Perché? Perché la considera: «Una manovra inadeguata, pensata più per rispondere alle promesse elettorali che alle reali esigenze del Paese». Nel mirino dell’ex assessore gli interventi contro i caro-bollette e le misure per il Sud e la Sicilia.

Continua la polemica sulla manovra 2023 in discussione in Parlamento. La senatrice di “Sud Chiama Nord” e vicepresidente del Gruppo per le Autonomie, Dafne Musolino, contesta il provvedimento varato dal Governo Meloni e spiega le sue motivazioni, con uno sguardo, in particolare, al Mezzogiorno: «Le misure – afferma – non solo non risolvono i problemi, ma rischiano di aggravarli. Viene smantellato il Reddito di Cittadinanza senza dire da cosa sarà sostituito e questo mentre le persone in povertà assoluta hanno superato i 5 milioni. Gli interventi contro il caro-bollette si fermano a marzo, senza alcuna indicazione sul reperimento delle risorse per il dopo».

Per quel che riguarda il Mezzogiorno: «Anche il pacchetto di norme per la Sicilia – aggiunge Musolino – ha il sapore di un accordo capestro: a fronte di un’erogazione una tantum di 200 milioni si impone alla Sicilia di rinunciare a crediti di 9 miliardi, di ridurre la spesa corrente, di bloccare le future assunzioni, cosa che nel giro di 4 anni porterà alla paralisi della macchina amministrativa. A peggiorare ulteriormente il quadro, la mancanza di interventi per lo sviluppo del Mezzogiorno e un progetto di autonomia differenziata in cui il Parlamento e le regioni meridionali vengono escluse dal processo decisionale e in particolare da quello per la definizione LEP».

«Serviva una manovra – conclude la senatrice Dafne Musolino – che ponesse le basi per lo sviluppo economico e occupazionale, che è l’unica strada per fronteggiare la crisi e le incognite economiche legate al quadro internazionale. Se ne è scelta una sbagliata, che rischia soltanto di aggravare la situazione. Per questo voterò contro».

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