Foto Maria Cristina Saija

La Saija di Cinquestelle: “Chi resta libero a Messina è un partigiano”

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Foto Maria Cristina Saija

Ecco come Maria Cristina Saija, di Cinquestelle, interpreta la giornata che oggi si celebra:

“Oggi come allora: come quei partigiani che decretavano la fine di un tenebroso periodo (era il 25 aprile 1945) e del quale vogliamo custodire gelosamente la preziosissima memoria storica, vorremmo poter dichiarare anche noi, oggi, che decenni tenebrosi di un Paese sprofondato negli inferi dell’ Ade sono finalmente stati chiariti e finalmente superati per poi godere della libertà di poter guardare avanti, progettare un futuro su basi politicamente diverse sia nel Paese che localmente.
Non possiamo ancora avere questa libertà piena poiché dobbiamo troppo spesso tornare indietro anziché guardare avanti ma non possiamo fermarci.
Con la rielezione di un Presidente della Repubblica stanco che gridava al coraggio di scelte che portassero al cambiamento, progettare il nostro avvenire, su basi di potere ristabilite e non rinnovate, non è e non sarà facile ma lo dobbiamo ad un intero Paese che ce lo chiede: nelle città come nei palazzi di potere. Nei Comuni, nelle Regioni e nel Parlamento abbiamo aperto la porta al cambiamento che vuol dire coerenza, ascolto delle esigenze dei cittadini umiliati da giochi di potere sempre uguali ma che oggi hanno finalmente trovato vita sempre più breve.
Per noi del Movimento 5 stelle Messina, ricordare il giorno della liberazione è volere un altro 25 aprile in chiave moderna: un impegno continuo ed incessante di ascolto, progettazione, lealtà, dedizione per costruire insieme la fiducia in un Paese fallito, in un’isola dimenticata ed una Messina commemorata.
Penso che chi ha scelto di rimanere in una città come la nostra rimanendo un uomo libero, una donna libera, sia un partigiano, un “operaio” della Liberazione che vogliamo vada insignito di onorificenze dignitose e durature piuttosto che di umiliazioni, sofferenze e tozzetti di pane cadenzati per bene da parte di un Signorotto di paese qualunque. Spero che questi siano consapevoli del proprio valore e della propria “arma”; mi auguro infatti, di poter far vedere a chi compie i gesti eroici quanto quotidiani di persone perbene, che là dove tutto sembra immobilismo, abbandono, clientelismo e mafia, lì cresce invece oggi la più viva speranza che è composta, lo ricordo ancora una volta, dallo sdegno per ciò che è stato, unito al coraggio di cambiare voto.”

 

Maria Cristina Saija

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