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Crisi della sinistra, Siracusano: «Non è il tempo della smobilitazione, recuperiamo la prossimità»

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Dai risultati delle elezioni amministrative, a quelli delle politiche e delle regionali, il segretario provinciale di Articolo Uno Messina, Domenico Siracusano, analizza il voto e la sconfitta del campo progressista. Una sconfitta, sostiene, che va superata partendo dall’analisi del dato elettorale e ritornando a stare «accanto alle persone, sul lavoro e sul territorio, al centro e nelle periferie, a scuola e all’università».

Il dato è ormai consolidato. La sinistra (o il “campo progressista”, che dir si voglia) ha perso terreno e il risultato delle ultime elezioni lo in qualche modo lo certificano. Dopo la vittoria di Sicilia Vera, con il “successore” di Cateno De Luca, Federico Basile, alle amministrative a Messina, e l’insediamento di un Governo di centrodestra sia a livello nazionale che regionale in Sicilia, per il segretario provinciale di Articolo Uno, Domenico Siracusano, è il momento di una seria riflessione tra le fila del centrosinistra.

«PD, M5S, i soggetti politici della sinistra e i movimenti civici sono frastornati e storditi – scrive in una nota. Ma non è questo il tempo della smobilitazione. Anzi serve riprendere il filo, comprendere gli errori commessi, ricominciare dalle fondamenta. Per dirla con Antonio Gramsci “quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio”».

«Serve – aggiunge – una analisi accurata del voto, a partire dal dato dell’astensionismo e dai flussi elettorali. Basta con giudizi elitari e sprezzati, i comportamenti delle cittadine e dei cittadini al voto vanno interpretati, non giudicati. L’elevata astensione segnala come la proposta politica del nostro campo è apparsa insufficiente con l’aggravante delle divisione. E nel nostro territorio va compreso, definitivamente, come l’esperienza De Luca non è ne’ un episodio ne’ un sintomo della crisi della politica ma una risposta condivisa in maniera trasversale dall’elettorato».

Secondo Siracusano, questa analisi consegna già un primo dato: l’assenza del centrosinistra in alcuni pezzi della società e delle singole comunità. «La politica – sottolinea – è rappresentanza – di bisogni, di interessi, oltre che di ideali e di valori – e le persone scelgono coloro dai cui si sentono rappresentati. Sarà fondamentale, quindi, non parlarci addosso tra noi, né parlare dei nostri avversari, ma tornare a capire cosa accade intorno a noi. Osservare, individuare nuovi strumenti per comprendere la realtà, comprendere chi e cosa rappresentare e costruire risposte all’altezza».

Che fare, quindi? «Occorre recuperare prossimità – evidenzia Domenico Siracusano –, stare accanto alle persone, sul lavoro e sul territorio, al centro e nelle periferie, a scuola e all’università. Dobbiamo imparare a frequentare la quotidianità della vita delle persone uscendo da pratiche autoreferenziali. Spazi di aggregazione, servizi, forme di mutualismo: sono tanti gli strumenti di cui dovremo dotarci non per prepararci alla prossima campagna elettorale ma per recuperare il senso profondo della politica».

«Rimettiamoci in moto – conclude –, a partire dalle rappresentanze istituzionali progressiste che, nei consigli circoscrizionali e comunali, all’ARS e al Parlamento Nazionale, devono sostenere questo percorso mettendosi a servizio di uno campo articolato e non solo del loro partito. Scrolliamoci di dosso questo torpore, rompiamo questo assordante silenzio e ricominciamo».

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