Come si può rendere omaggio alla propria città? Con le parole, con le immagini, con la memoria. Oppure con un impasto e con ingredienti che parlano di mare e territorio, di tradizioni antiche e storie tramandate. La Pizzeria L’Orso di Messina ha scelto di farlo così, trasformando la pizza in un racconto identitario. Così ieri sera ha avuto luogo “Un viaggio TRA SCILLA E CARIDDI – Alla scoperta di miti, lieviti e sapori del territorio”: un evento speciale pensato per celebrare Messina attraverso i suoi simboli, i suoi miti e le eccellenze gastronomiche che la rendono unica.
Alla Pizzeria L’Orso, sita in via Calapso, il racconto del territorio ha preso la forma di un viaggio epico, sospeso tra mito e realtà. A fare da bussola narrativa, l’immagine potente di Scilla e Cariddi, archetipi dello Stretto di Messina e simboli di passaggio, forza ed equilibrio.
Il menù degustazione proposto dal pizzaiolo Matteo La Spada è stato una vera e propria sequenza di atti che ha intrecciato mitologia e identità gastronomica, memoria e sperimentazione. Ogni pizza è diventata una scena, ogni ingrediente una battuta, in un copione interamente dedicato a Messina.
Protagonisti assoluti, i prodotti di altissima qualità: farine, formaggi, ortaggi, pesce e carne che raccontano la ricchezza di un territorio unico. E poi i nomi delle pizze, evocativi e carichi di rimandi a luoghi suggestivi, figure leggendarie e riferimenti culturali legati allo Stretto.

Il Bacio di Cariddi: omaggio alla Braciola messinese
Ad attirare in modo particolare la curiosità dei commensali è stata la pizza “Il Bacio di Cariddi” – “Sua Maestà la Braciola”. «Con Il Bacio di Cariddi abbiamo voluto rendere omaggio alla braciola messinese e, insieme, alla città», ci ha raccontato il pizzaiolo Matteo La Spada, spiegando la genesi della pizza rivelazione della serata. L’idea è stata quella di riprendere gli ingredienti iconici della preparazione tradizionale e trasferirli su un impasto, scomponendoli e reinterpretandoli con una tecnica di cottura inedita. «Alla base utilizziamo acqua di mare purificata su cui adagiamo la carne; a chiudere, come fosse un coperchio, mettiamo mozzarella e mollica. Si crea così un effetto “bagno maria” che consente una cottura dolce, capace di mantenere la carne tenera e leggera al morso». Un equilibrio di sapori e consistenze che ha trasformato un simbolo della cucina messinese in un racconto contemporaneo, senza tradirne l’identità.
Menù degustazione
- Prologo: L’alba dello Stretto (bruschetta con alici del Mediterraneo marinate all’arancia, olio al burro e finocchietto selvatico);
- Primo atto: Il bacio di Cariddi – “Sua Maestà la Braciola” (provola dei Nebrodi e fiordilatte, datterino rosso semisecco, petali di lacerto di manzo scottato, cipolla rossa caramellata, crumble di pane profumato, polvere di olive, maionese al limone home made. Impasto: 100 ore);
- Secondo atto: L’abbraccio di Scilla (vellutata di scarola, datterino rosso e giallo semisecco, scaglie di primo sale, filetti di alici selezionate, pepe nero in grani, olio al limone. Impasto: Contemporaneo);
- Terzo atto: Il ponte che non c’è (provola dei Nebrodi, scarola saltata con pinoli e uvetta sultanina ammollata nella Malvasia delle Lipari, filetto di tonno, velo di lardo di Suino Nero dei Nebrodi. Impasto: Duomo);
- Quarto atto: La disgraziata (salame, melanzane sottolio, mortadella, primo sale, terra di olive, funghi, gocce di Habamix, lacrime di peperoncino);
- Epilogo: La granita al limone messinese.
Ad accompagnare il percorso degustazione sono state le cantine Le Casematte e Vasari, realtà che interpretano il vino come espressione diretta del paesaggio e della sua storia.
L’Orso Messina: passione, lavoro e territorio
Fondato nel 2014 da Gianluca e Giuseppe Arcovito insieme a Giuseppe Denaro, con la guida tecnica e creativa del pizzaiolo Matteo La Spada, L’Orso ha saputo conquistare l’attenzione nazionale grazie a un’identità solida costruita negli anni e basata sul lavoro quotidiano, sulla qualità delle materie prime e su un rapporto costante con il territorio. Un percorso confermato da riconoscimenti importanti come i Tre Spicchi del Gambero Rosso, le Tre Rotelle per L’Orso in Teglia e la presenza nelle principali guide di settore, tra cui 50 Top Pizza che ne attestano l’originalità nel panorama della pizza contemporanea italiana.
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