Storia, cultura e bellezza: Messina raccontata in 4 film

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Il Mafioso (1962)

Di Alberto Lattuada. Racconta la storia di Antonio Badalamenti, un siciliano trapiantato a Milano che lavora in un’industria. Prima di partire per le ferie in Sicilia, Antonio riceve dalle mani del padrone dello stabilimento un pacchetto da recapitare a Don Vincenzo, il capo della mafia di Calenzano. Antonio riceve un ordine, deve partire per gli Stati Uniti per uccidere un nemico della mafia. Mentre la moglie e le figlie lo credono impegnato due giorni a caccia, Antonio compie la missione.

Qui è possibile ammirare un Alberto Sordi estasiato dall’aria balsamica che entra dal finestrino del treno imbarcato sul traghetto che conduce a Messina. Sordi cita il più grande elettrodotto del mondo che unisce al continente, respira la città con il suo profumo di aranci e limoni e invita la famiglia a guardare l’attracco del ferry boat.

La sua emozione è la stessa dei tanti messinesi che dopo un lungo periodo di lontananza raggiungono la città dal mare e la ammirano mentre le case e le strade diventano più grandi e il suo profilo si rende nitido. E’ l’emozione di chi torna e dopo mesi o anni continua ad amare quel profilo d’isola che accoglie e riporta subito a casa.

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  1. C’è pure “viva l’Italia ” di zeffirelli girato a faro

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