Le grandi donne della scienza raccontate dalla messinese Serena Manfré: tour in Lazio

reginescienzaArriva nelle librerie Regine della scienza (Edizioni Anicia), un libro di cinque biografie illustrate di donne divenute famose per aver dedicato la loro vita al sapere. Il testo per ragazzi, che ha impronta narrativo-letteraria e intento pedagogico, porta la firma della giornalista Serena Manfrè, alla sua terza pubblicazione. Le immagini, forti e dai riferimenti vintage, sono di Amalia Caratozzolo, giovane ma già affermata artista siciliana, romana d’adozione.

Il libro sarà presentato a Roma l’8 marzo, alle 19.00, al Club HulaHoop, in occasione della Festa della donna, e inizierà così il suo tour per il Lazio. Il 9 sarà infatti a Sabaudia, alle 17.00, alla manifestazione artistica “MadDonna” e il 10 a Latina ospite dell’istituto “G.Giuliano” e ancora a Cisterna al “Leone Caetani”. Proseguirà poi l’11 all’istituto comprensivo di Frascati per l’VIII edizione di “Accoglienza, ricerca, irriverenza”, nell’ambito delle iniziative sulla lettura e letteratura per l’infanzia e infine, il 14, tornerà a Latina, alla libreria Piermario & Co alle 18,30.

Dall’astronomia alla medicina, dalla matematica alla pedagogia, due sono i fili conduttori di Regine della scienza: da un lato l’indiscutibile importanza della scoperta scientifica per l’umanità; dall’altro un’energia tutta femminile che emerge con forza – a tratti facendosi pure portavoce della difesa dei diritti delle donne – dalle personalità delle protagoniste laddove alla determinazione e alla creatività della pedagoga Maria Montessori si affiancano la volontà ferrea e la genialità della ricercatrice e medico Rita Levi Montalcini, la costanza e l’abnegazione dell’astronoma Caroline Herschel, la passione sconfinata per la ricerca della verità della filosofa, nonché astronoma e matematico, Ipazia d’Alessandria e infine l’umiltà e l’amore ispiratore di Suor Celeste nei confronti di suo padre, Galileo Galilei.

«Narrare la vita di una persona — dichiara Serena Manfrè — significa entrare nel suo mondo e tirarne fuori la storia: non solo quella estrinseca, fatta degli avvenimenti che si succedono fuori da noi nel corso di una vita, ma soprattutto quella intrinseca, che riguarda l’entità dell’individuo, la sua crescita personale, umana, lavorativa, affettiva. E narrarla a un giovanissimo pubblico risulta essere una vera sfida, perché l’attenzione di un ragazzino è un bene dalla preziosità inestimabile. Riuscire a coinvolgerlo, a impegnarlo nell’apprendimento di cose nuove, a lanciargli un messaggio positivo persino laddove il mondo adulto, a volte, è incapace di trasmetterne, non è impresa del tutto facile, però è quella che, forse arduamente, mi sono proposta attraverso le nostre Regine. La decisione della donna come protagonista non è una scelta in direzione femminista, ma è solo il risultato di un’ispirazione che proviene da quest’emisfero “F” i cui meriti nel raggiungimento di obiettivi sociali, soprattutto in termini di carriera professionale, sono sicuramente maggiori rispetto a quelli di un uomo. Perché, come disse la grande Rita Levi Montalcini, una delle nostre protagoniste: «Siamo uguali, uomini e donne: entrambi un serbatoio infinito di potenzialità purtroppo ancora lontani dalla piena parità sociale. Intellettualmente non c’è differenza, solo che la donna è impedita alla nascita, l’uomo incoraggiato. Non si tratta di una questione genetica, ma ambientale».

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