Il 24 luglio Mario Venuti apre la rassegna all’Arena Villa Dante di Messina

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Un tour estivo lungo quanto la costa siciliana quello che affronterà Mario Venuti che partirà proprio da Messina sabato 24 luglio e si concluderà il 31 dello stesso mese a Valderice.

Toccherà proprio al cantautore di origini messinesi aprire la rassegna a Villa Dante, promossa dal Comune. Sul palco di Messina, con una produzione artistica di Tony Canto, Mario Venuti sarà accompagnato dai percussionisti Neney Bispo Dos Santos e Manola Micalizzi e dal contrabbassista Vincenzo Virgilito.

Mario Venuti a Messina

Si apre così la rassegna di spettacoli programmati dal Comune di Messina fino al 5 settembre a Villa Dante. Per questo concerto, Mario Venuti proporrà i suoi pezzi più importanti ma anche brani del nuovo album, in uscita tra poco.

«Se mai ce ne fosse bisogno, durante questa lunga lontananza dal palco – ha detto Mario Venuti – ho capito che cantare davanti al pubblico per me è ossigeno, è un balsamo necessario a curare le ferite che inevitabilmente la vita può procurarti. Quindi sono già qui a scaldare i motori, o per meglio dire la voce e la chitarra e non vedo l’ora di procuravi un po’ di gioia che è sempre poca confronto a quella che voi donate a me».

Il nuovo album

A distanza di quasi due anni dall’uscita di Soyuz 10 (decimo album dell’artista, uscito il 31 maggio del 2019 per Mescal e distribuito da Sony), Mario Venuti sta lavorando a un nuovo progetto discografico in uscita al termine dell’estate 2021. Del nuovo lavoro sappiamo già che sarà un concept album, in cui l’artista reinterpreta alcuni brani popolari della canzone italiana, scegliendo da periodi e generi diversi per disegnare un tema originale e sviluppare un’unica storia compositiva in cui ciascun brano traccia una linea netta che unisce la canzone italiana ai tropici.

All’interno anche i due singoli già usciti: “Ma che Freddo fa” e “Xdono” reinterpretati da Venuti. «Volevo inserire – dice il cantautore – una canzone del repertorio pop più recente e la scelta è caduta su questo “Xdono” di Tiziano Ferro, riletto qui in chiave nordestina tra forrò, cumbia e lambada. Suggerisce un’atmosfera rurale grazie alla fisarmonica che detta il ritmo. Sembra quasi di veder pascolare in giro galline e bestie da soma».

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