A Messina arriva Fondo Teatro, Cristiana Minasi: «Dobbiamo tornare tra le trame della città»

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Fondo Teatro – Essere consci del meraviglioso” è un percorso teatrale e sociale, curato dagli attori Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo. Il progetto, realizzato con il contributo della banca Bper, con una piccola raccolta di crowfdunding e con il cofinanziamento di Fondazione di Comunità di Messina, si è svolto all’interno dei centri “Il giardino delle zagare” e il “Melograno”, strutture realizzate a Fondo Saccà grazie a Capacity, intervento rivolto alla rigenerazione urbana delle periferie cittadine.

Le attività esistenti di questi centri, quindi, si sono intrecciate a quelle proposte da Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo, che per circa 8 mesi (tra il 2020 e il 2021) hanno fatto e parlato di teatro, con le famiglie e con gli operatori socio-educativi. «Tempo fa, – ci racconta Cristiana al telefono –, si è creata questa collaborazione per operare a Maregrosso. Giuseppe e io ci siamo occupati dei laboratori dedicati alle storie di scrittura biografica, coinvolgendo le famiglie e i loro bambini dai 0 ai 36 mesi, ma anche gli operatori dei centri socio-educativi. Ci siamo concessi questo tempo personale per riscoprire noi stessi e il teatro».

Fondo Teatro a Messina

Così, a completare il cammino intrapreso da Cristiana e Giuseppe arriva una due giorni dedicata al teatro; dagli spettacoli dal vivo al convegno per discutere di nuovi linguaggi e nuovi pubblici. Si comincia il 4 luglio, all’anfiteatro di Forte Petrazza di Messina.

Su questo è necessario aprire una piccola parentesi, perché probabilmente molti di voi si stanno chiedendo da quando è stato realizzato uno spazio teatrale al forte umbertino. «L’anfiteatro – ci dice Giacomo Farina di Fondazione di Comunità – fa parte di un progetto di rigenerazione del Parco Sociale Petrazza che prevede anche la costruzione di un osservatorio astronomico già in via di ultimazione e l’installazione di opere d’arte contemporanea facenti parte dell’ Urban MACHO (allargamento al territorio del museo MACHO). Il nuovo teatro non è ancora pronto. Lo sarà parzialmente per l’evento di Cristiana ma l’inaugurazione ufficiale è prevista per settembre».

In attesa dell’inaugurazione ufficiale, a calcare il palco del nuovo teatro ci saranno Ippolito Chiarello e il suo «viaggiatore eccentrico» di “Un cuore a pedali – versione Barbonaggio Teatrale”, e Aldo Rapè che racconterà di “Pinuccio”, uno dei tanti bambini siciliani costretti a lavorare nelle miniere di zolfo. Non è un caso la scelta di portare in scena questi due spettacoli. «L’intenzione – continua Cristiana – era di tornare alle origini e parlare di teatro diffuso. Sulla falsa riga di Tramonti Festival (rassegna estiva organizzata la scorsa estate ai Colli San Rizzo, ndr.) non ci saranno luci artificiali, tutto si svolgerà en plein air. E approfittando della presenza dei due artisti, non potevo farmi sfuggire la possibilità di organizzare un convegno per discutere di teatro, di spazi e di nuovi pubblici».

Il 5 luglio, infatti, al COSPECS di Messina si svolgerà “Teatro e educazione: in cammino verso un nuovo pubblico – nuovi spazi, nuovi sguardi”. Intervengono, tra gli altri, Pierpaolo Zampieri, docente di Sociologia Urbana dell’Università di Messina con “Teatro e decentramento: questioni di grip”, e Giovanna La Maestra con “A scuola con il corpo. Le tecniche di vita di Cèlestine Freinet”. «Noi –  aggiunge Cristiana – stiamo lavorando per portare il teatro soprattutto alle scuole medie. Il teatro riesce a modificare lo sguardo delle famiglie. I ragazzi sono molto più portati a riconoscere, il problema è per gli operatori e i docenti».

Carullo-Minasi

Dalla prima fase del lockdown, con il loro “Delivery Theatre“, sembra che il duo Carullo-Minasi (in foto) abbia colmato i vuoti culturali della pandemia. «Più che cambio – dice l’attrice – è stato un ritorno alle origini. Tolto l’edificio e il costume, il teatro rimane se c’è l’attore e lo spettatore. Nel caso di Messina, alla ricerca di spazi, non solo di rappresentazione, ma anche di processo e di rispecchiamento reciproco. Il teatro deve tornare tra le trame della città».

Il prossimo appuntamento, adesso, sarà al Cortile Teatro Festival. Il 23 agosto, infatti, Carullo-Minasi, portano in scena l’inedito monologo che parla di anarchia; si chiama “Umanità Nuova – della mancata rivoluzione” ed è scritto da Fabio Pisano, con Giuseppe Carullo e la regia di Cristiana Minasi, una produzione Carullo Minasi e Sciara Teatro.

 

 

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