Stretto di Messina. De Luca attacca il Ministro Lamorgese e sottolinea: «L’ordinanza rimane in vigore»

«Lei non rappresenta la democrazia, rappresenta la peggiore burocrazia, la mia ordinanza rimane valida» così il sindaco Cateno De Luca replica al Ministro Lamorgese e alla proposta presentata dal Viminale per annullare l’ordinanza 105 del 5 aprile che dispone l’uso di una banca dati per regolamentare l’attraversamento sullo Stretto di Messina.

Il “caso” è scoppiato poco fa. Nelle scorse ore il Ministero dell’Interno ha inviato al Consiglio di Stato una richiesta di parere sulla proposta di annullamento dell’ordinanza emanata dal sindaco di Messina per regolare e controllare il flusso dei passeggeri sullo Stretto di Messina. Il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole. Attualmente, in ogni caso, l’ordinanza rimane in vigore perché non c’è, materialmente, un provvedimento di annullamento della disposizione, ma ne è stato semplicemente avviato l’iter che prevede un successivo passaggio al tavolo del Consiglio dei Ministri e il recepimento della conseguente delibera da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nel frattempo il sindaco Cateno De Luca ha voluto con un’infuocata diretta Facebook lanciare un messaggio, una replica, al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che, si ricorderà, aveva già denunciato il primo cittadino per vilipendio a causa di alcune sue dichiarazioni.

«Lei non rappresenta la democrazia, rappresenta per quanto mi riguarda il frutto della peggiore democrazia – ha tuonato il sindaco di Messina con indosso la fascia da primo cittadino. Avevamo anticipato i contenuti dell’ordinanza entrata in vigore stamattina, al Ministero che però ieri, all’improvviso, ha presentato la richiesta al Consiglio di Stato. L’ordinanza rimane valida. Per uccidere il sindaco di Messina non basta il parere (pur autorevole) del Consiglio di Stato».

Dopodiché il primo cittadino spiega quali sono i passi successivi per annullare effettivamente l’ordinanza e sottolinea come finché la disposizione di annullamento non sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, il suo provvedimento resterà in vigore e non sarà revocato.

Ma, al di là dei passaggi tecnici, il sindaco De Luca alza i toni e accusa il Ministero dell’Interno: «Non vi sembra che ci sia un attentato alla democrazia da parte di un pezzo dello Stato? Fate prima a chiedere la mia rimozione da Sindaco».

Adesso cosa succederà? «Analizzeremo il parere del Consiglio di Stato – ha spiegato De Luca – e quali saranno i provvedimenti che adotteremo anche rispetto a un eventuale ricorso. Non mi fermo affatto davanti a questa “pistolettata”».

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2 Commenti

  • messinese stanco ha detto:

    Ma invece di fare casino, perché non chiede poteri speciali come fece Buzzanca ai tempi? Forse perché sa di non contare nulla fuori Messina? O forse perché ormai la strategia politica di De Luca è caciara e vittimismo? Questa è politica da centro sociale, non da persone serie!
    Sapevo persino io che l’ordinanza non è legale perché cozza con il dpcm. De Luca, fa politica da 30 anni in poltrona a spese nostre e non ha neanche avuto l’accortezza di consultare un giurista prima? Ma dove sta questa tanto citata competenza?
    Mi pento di averti votato

  • giuseppe lombardo ha detto:

    Personalmente da non “avvocato”avevo scritto subito che non lo poteva fare. Chiudere lo stretto a siciliani che vogliono rientrare a casa dopo aver perso il lavoro…La smetta il sindaco di fare al vittima faccia più la persona seria invece di andare a caccia di reti televisive per fare la prima donna. La sua arcinota volgarità è conosciuta ormai in tutta europa. Scenda dal piedistallo e prima di sparare nel mucchio si consigli con persone sicuramente più serie di lei.

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