Scuola e sicurezza, MessinAccomuna: «Basta ordinanze illegittime, ecco le nostre proposte»

banchi monoposto a scuola per il coronavirusNon le manda a dire MessinAccomuna, laboratorio di partecipazione civile e progetto politico di alcuni componenti dell’ex Amministrazione Accorinti, che apostrofa le ultime settimane dell’attività del sindaco De Luca come: «l’ubriacatura delle ordinanze da piccolo Napoleone». Al contempo, lancia alcune proposte per una ripartenza delle scuole in Sicilia in sicurezza.

«Non sono noti ai cittadini – si legge nella nota – provvedimenti specifici. Ci sono otto giorno per preparare la città. A differenza di quanto accaduto in estate e in autunno non bisogna sprecare neanche un secondo di questo prezioso tempo. Ricordiamo che la zona arancione è definita dal Governo “scenario di  elevata gravità e livello di rischio alto”. Ci appelliamo al senso di responsabilità dei cittadini ma chiediamo una corretta attività di vigilanza del territorio. Non ordinanze illegittime, ma opportuni provvedimenti di implementazione delle limitazioni esistenti».

Chiesta anche una Commissione d’Inchiesta per le responsabilità dell’epidemia in città, come richiesta dal consigliere comunale Massimo Rizzo.

Le proposte di MessinAccomuna per le scuole

L’8 febbraio riapriranno anche le scuole superiori di Messina e, secondo MessinAccomuna, l’amministrazione deve predisporre misure idonee soprattutto per quel che riguarda la mobilità.

«Chiediamo – scrive MessinAccomuna – all’amministrazione di predisporre e opportunamente comunicare misure idonee a garantire la compatibilità tra domanda di spostamento e limitazione dei posti disponibili sui mezzi pubblici tramite:

  • un piano degli orari, di apertura differenziata di scuole e attività commerciali e produttive in città;
  • l’utilizzo massimo della flotta del Trasporto Pubblico Locale (TPL),  anche con eventuali assunzioni a tempo determinato di autisti;
  • la promozione (l’avevamo proposto fin da ottobre 2020 e riproposto il 14 gennaio) di forme di trasporto privato sostenibile e che integrino il Tpl e ne limitino la domanda».

Una Commissione d’Inchiesta sull’epidemia covid a Messina

L’intervento di MessinAccomuna non riguarda soltanto la riapertura delle scuole, con un potenziamento del trasporto pubblico, ma anche di commercianti e negozi.

«Chiediamo – continua la nota – ancora di favorire l’attività di consegna domiciliare degli acquisti per evitare code e assembramenti davanti e nei negozi. A prevenzione del contagio è essenziale la vigilanza e il controllo del territorio particolarmente in relazione agli assembramenti; chiediamo al Sindaco di riferire alla città circa le iniziative che intende assumere sotto il coordinamento della Prefettura, per l’opportuna mobilitazione di tutte le forze dell’ordine presenti in città. E chiediamo se esista (o che si istituisca) un sistema di tempestiva valutazione dei parametri di sorveglianza sanitaria in città, secondo i parametri del CTS Nazionale».

«Poi, se permanessero condizioni epidemiologiche particolarmente gravi, il Sindaco dovrebbe immediatamente comunicarle a Regione e Governo per l’adozione di ogni legittimo provvedimento, eventualmente rappresentando la responsabilità anche penale che la mancata adozione degli stessi porrebbe in capo chi li avesse omessi».

«Siamo favorevoli – aggiunge MessinAccomuna – alla proposta del Consigliere Massimo Rizzo per l’istituzione di una Commissione d’Inchiesta comunale che faccia luce sulle responsabilità della diffusione dell’epidemia in città. Chiediamo che la Commissione riferisca ai messinesi circa l’adeguatezza dei comportamenti di tutti gli attori, a cominciare dal massimo responsabile della salute pubblica in città e ci domandiamo, oltre alla assurda sanificazione dei granellini di sabbia, quali provvedimenti di prevenzione abbia adottato il Sindaco in termini di organizzazione dei trasporti, controllo del territorio, coordinamento dei tempi cittadini, sorveglianza sanitaria, verifica tempestiva dei parametri di sicurezza definiti dal CTS nazionale, raccordo istituzionale con le altre autorità di governo (Regione e Governo) dotate di poteri di legge per interventi specifici sul territorio».

«L’eventuale omissione – conclude MessinAccomuna – di questi comportamenti sarebbe gravissima e rappresenterebbe motivo valido (questo sì) per rassegnare dimissioni con effetto immediato».

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