Saldi invernali, Confesercenti Sicilia: «Crollo del 50% rispetto allo scorso anno»

Foto di repertorio - Saldi invernaliPubblicato l’annuale focus di Confesercenti Sicilia che fotografa l’andamento del comparto moda durante la prima settimana dei saldi, partiti lo scorso 7 gennaio. Il focus di Confesercenti ha interessato 70 aziende siciliane del settore abbigliamento e calzature, a cui è stato somministrato un questionario di 8 domande.

Il quadro non è positivo, gli intervistati infatti vedono questo periodo estremamente negativo e la paura tra i lavoratori è quella di essere costretti a chiudere o di ridurre il personale. Circa il 12% ha inoltre dichiarato di aver già chiuso un ramo dell’azienda. Il Presidente di Confesercenti, Vittorio Messina: «Zona rossa, nuova mazzata per il comparto. Con questo trend, 2021 sarà anno di licenziamenti e chiusure».

Il focus di Confesercenti Sicilia sulla prima settimana dei saldi

Otto le domande somministrate alle aziende dell’Isola, per fotografare l’andamento del comparto moda. Le aziende sono state selezionate per:

  • numero di dipendenti;
  • punti vendita;
  • volume di affari (superiore al milione di euro).

Quindi aziende che hanno un ruolo importante nell’economia territoriale. Di queste:

  • 70% delle imprese opera nelle città metropolitane di Messina, Palermo e Catania;
  • 30% delle imprese opera nelle città di Agrigento e Ragusa.

Ai commercianti è stato chiesto innanzitutto di fare un primo bilancio sull’andamento dei saldi scegliendo tra tre opzioni:

  • Negativo;
  • Estremamente negativo;
  • Sufficientemente positivo.

La totalità degli intervistati ha scelto le prime due opzioni e quasi 7 su 10, l’espressione più grave “estremamente negativo”. Con un altro quesito è stato chiesto anche di quantificare le perdite, scegliendo tra più range. E a questa domanda il 65% ha risposto “oltre il 50%”, mentre il 35% ha giudicato le perdite “entro il 50%”.

Un quadro nero per Confesercenti Sicilia

Per la Confesercenti Sicilia il quadro è sicuramente nero. «Un risultato estremamente preoccupante – dice il Presidente, Vittorio Messina – specie perché siamo all’avvio di quello che sempre più appare come un nuovo lockdown e che colpirà ancora una volta il settore dell’abbigliamento e calzature che fino ad oggi non è stato tenuto nella giusta considerazione in fatto di ristori.

Sono stime che pesano sul presente e che creano grosse nubi all’orizzonte per la ripresa. Il 69% degli intervistati teme infatti di dovere adottare misure aziendali drastiche come la “riduzione del personale” e/o la “chiusura di punti vendita” mentre quasi il 12% dichiara di aver già chiuso un ramo d’azienda».

Gli altri dati del focus – crollo delle vendite per il comparto moda in Sicilia

Otto le domande poste ai commercianti per provare a delineare il quadro ma anche per individuare strade utili ad invertire il trend. Se per l’83% – poco più di otto intervistati su dieci – la Regione dovrebbe esercitare un peso maggiore nei confronti del Governo nazionale, potrebbero essere utili al comparto anche misure straordinarie come la “rottamazione della scorte in magazzino”(35% intervistati), il “prolungamento della stagione dei saldi” (29,4%) e “altre misure” (44%) che Confesercenti ha chiesto di indicare e in cima alle quali compaiono le voci “finanziamenti a fondo perduto” per sopperire alla mancanza di liquidità e “riduzione delle tasse locali”.

Neppure l’arrivo del vaccino risulta rassicurante per gli imprenditori intervistati. Il 58,8% si definisce “sfiduciato” rispetto al 2021 a fronte di un 38,2% “moderatamente fiducioso” e ad un timido 3% “ottimista”.

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