Risanamento Messina, l’ultima baracca in legno potrebbe diventare bene storico

Pubblicato il alle

3' min di lettura

L’ultima baracca in legno di Messina, costruita subito dopo il terremtoto del 1908, si trova all’Annunziata e adesso potrebbe diventare “bene storico”. L’agenzia per il risanamento di Messina – A.ris.Mé, infatti, avvierà le procedure necessarie con la Soprintendenza.

«Nell’imminenza della demolizione e bonifica dell’area – si legge nella nota del Comune di Messina – l’Agenzia avvierà alla Soprintendenza ai Beni Culturali la richiesta affinché venga riconosciuta una specifica rilevanza culturale, storica e artistica e di avviare le procedure di vincolo sullo storico immobile, risalente a 70 anni fa».

Le baracche di Messina come patrimonio cittadino?

Insieme alla richiesta effettuata alla Soprintendenza, l’Agenzia per il risanamento vorrebbe avanzare una proposta di collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano (FAI) che si occupa di tutelare e valorizzare il patrimonio artistico e naturale di moltissimi luoghi sparsi nel Paese.

«Una proposta – continua la nota – di collaborazione al fine di rendere fruibile al pubblico questa costruzione di interesse sociale, culturale e storico, in quanto promotrice di azioni volte alla tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio artistico e naturale del Paese attraverso il restauro, iniziative e premi per il sostegno e la ricerca di beni storici, artistici o naturalistici».

Intanto la baracca in legno è stata scelta come luogo di incontro per il confronto sulle opere del Patto Città Metropolitana. «In merito al confronto – conclude la nota – tra il Vicesindaco Carlotta Previti, il Segretario del PD, Nino Bartolotta e un rappresentante di MessinAccomuna, avente ad oggetto le opere del Patto per la Città di Messina, l’Agenzia per il risanamento A.ris.Mé ha manifestato di mettere a disposizione come “location” per lo svolgimento dell’incontro l’ultima baracca di legno, ancora in discrete condizioni costruita subito dopo il terremoto del 1908, sita nella baraccopoli dell’Annunziata».

E se invece ci fosse un Museo del Terremoto

E se invece di richiedere un vincolo alla Soprintendenza per una baracca che rappresenta una delle parti peggiori della storia Messina, si pensasse a creare un vero e proprio Museo del Terremoto, (il Museo Regionale di Messina conserva un centinaio di opere recuperate dalle macerie di chiese ed edifici storici distrutti) che possa raccontare con un linguaggio artistico contemporaneo, cosa ha provocato – anche da un punto di vista sociale, economico e culturale – la catastrofe del 1908?

 

(370)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.