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Paragona il green pass al lasciapassare nazista: bufera su Nino Principato

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È bufera su Nino Principato, rappresentante del Comune di Messina nel Consiglio d’Amministrazione del Teatro Vittorio Emanuele. A scatenare il tutto, un post pubblicato sui social in cui l’architetto paragona il green pass al lasciapassare nazista. Quindici consiglieri comunali hanno chiesto formalmente al sindaco Cateno De Luca di prendere le distanze da tale gesto e revocare l’incarico a Principato.

Dopo il caso Red Ronnie – che non ha voluto mostrare il green pass per accedere al Museo Regionale di Messina, e ha spiegato poi la vicenda come una “sceneggiata” per promuovere il MuMe –, a finire sotto i riflettori è l’architetto Nino Principato, rappresentante di Palazzo Zanca all’interno dell’Ente Teatro. Il suo post dal titolo “Green Kass degli anni ’40 del ‘900: la storia si ripete”, che sostanzialmente paragona la certificazione verde covid al lasciapassare rilasciato dal regime nazista ha fatto indignare diversi esponenti della politica cittadina, in maniera trasversale.

A chiedere la rimozione di Principato dall’Ear sono infatti 15 consiglieri comunali di varia estrazione politica: Antonella Russo, Gaetano Gennaro, Claudio Cardile, Felice Calabrò e Alessandro Russo del PD, Piero La Tona, Francesca Cacciola e Nino Interdonato di Sicilia Futura, Sebastiano Tamà di Forza Italia, Giuseppe Fusco, Paolo Mangano e Cristina Cannistrà del Movimento 5 Stelle,  Francesco Pagano di Ora Messina, Giovanni Scavello e Dino Bramanti della Lega.

Di seguito, la loro nota inviata al sindaco di Messina, Cateno De Luca:

«In merito al post pubblicato dall’arch. Principato in data odierna (ieri, ndr) – scrivono i consiglieri –, nel quale lo stesso accomuna il green pass al lasciapassare del periodo nazista, commentando: “Green Kass degli anni 40 del 900: LA STORIA SI RIPETE”, riteniamo che tali affermazioni siano estremamente gravi e non degne di un soggetto chiamato dal Comune di Messina all’interno del CdA della più importante Istituzione culturale della città, che è il teatro Vittorio Emanuele. Purtroppo, l’Arch. Principato non è nuovo ad esternazioni infelici, anche se stavolta ha davvero oltrepassato il segno, per il gravissimo accostamento ad uno strumento illiberale e antidemocratico di matrice nazista, e per il pessimo esempio dato alla collettività, in un momento storico in cui bisogna più che mai rispettare le regole per la salvaguardia della salute pubblica.

Chiediamo pertanto al Sindaco – concludono – non solo di prendere pubblicamente le distanze da questa infelicissima uscita del suo rappresentante in seno al Teatro, ma di revocargli immediatamente l’incarico per evidente inadeguatezza a rappresentare l’Ente comunale».

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  1. Solidarietà all’arch. Principato, persona di notevole cultura che ha dato e da lustro a tutta Messina, attaccato nella libera manifestazione del proprio pensiero circa un provvedimento emesso dal governo al di fuori del tracciato costituzionale.

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