castelmola

Messina e dintorni, un borgo da scoprire nel weekend: Castelmola

Pubblicato il alle

3' min di lettura

Paese antico, situato su una rocca a forma di mola, poco sopra Taormina, Castelmola è un borgo della provincia di Messina che si affaccia sulla costa jonica regalando ai visitatori una vista mozzafiato. Nel piccolo villaggio, che conta appena 1.083 abitanti, è quasi un dovere morale assaggiare il vino alla mandorla. Da lassù è possibile ammirare l’Etna, il golfo di Giardini Naxos, la costa della Calabria.

Situato a circa un’ora di macchina da Messina, Castelmola rientra a pieno titolo nella nuova rubrica bisettimanale inserita nella Newsletter di Normanno.com dedicata ai luoghi da visitare nei dintorni della città dello Stretto. Siamo partiti a inizio del 2022, con Castiglione di Sicilia, in provincia di Catania, e torniamo nell’area metropolitana di Messina, per una breve presentazione del borgo, inserito nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia”.

Le origini di Castelmola, il cui nome originario era Mylai, risalgono almeno al VIII secolo a.C. ad opera dei siculi. Diventerà successivamente “Mola”, poi Castelmola. Il Castello che dà origine al nome si suppone sia stato eretto nel IX secolo, ai tempi e per volere di Costantino Caramalo, stratega di Taormina. Della fortezza ormai rimangono solo le antiche mura. Il Paese è fatto di vicoli stretti, negozietti di souvenir e prodotti tipici, due piazze principali, la piazza Sant’Antonio che dà sul belvedere all’ingresso del borgo, e quella più interna piena, soprattutto nel periodo estivo, di turisti che affollano bar e ristoranti.

Tra i luoghi da vedere a Castelmola, segnalati dal portale dei “Borghi più belli d’Italia”, i Pozzetti Romani di Myle (tre cisterne per l’acqua, due ancora intatte, una semi-distrutta) del 367 a.C. e l’antica porta Saraceni sul lungo percorso pedonale chiamato via dei Saraceni o Piano delle Ficare. Da vedere anche la chiesa di San Giorgio, risalente all’incirca al 1450, famosa per il suo campanile e caratterizzata da un cancello d’ingresso di ferro battuto, la chiesa madre dedicata a San Nicolò di Bari, costruita tra il 1934 e il ’35 mescolando stili architettonici diversi, dal romanico al gotico, dall’arabo al normanno, sulla preesistente Chiesa Matrice, risalente presumibilmente al ‘500. Infine, si segnalano i ruderi del Castello Medievale da cui, come si diceva, prende il nome il Paese stesso.

Tappa obbligata, il Bar Turrisi, famoso per le decorazioni a forma fallica (compresi i bicchieri e le bottiglie). Tra i prodotti tipici, oltre al vino alla mandorla, il pane casereccio, i maccheroni fatti in casa, le mandorle chiazziate (ossia zuccherate), la mostarda, i fichi secchi con le noci.

© Effems per Wikipedia
© Simone Tinella
© José Luiz Bernardes Ribeiro

 

(Foto © Simone Tinella)

(363)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.