L’acqua c’è ma se non paghi Amam taglia. A rischio fornitura 90 condomini

amam sedeSono circa 90 i condomini messinesi che rischiano di subire il taglio della fornitura acqua. L’Amam, infatti, stanca delle morosità milionarie passa al piano duro e comincia con l’Istituto Autonomo Case Popolari.
C’è un contenzioso di una decina di milioni di euro tra azienda meridionale acque e abitanti di una novantina di condomini Iacp, e visto che, nonostante i ripetuti solleciti al pagamento e i tentativi di rateizzare il debito, proposti dall’Amam, il suo presidente, Leonardo Termini, è pronto a passare alle vie di fatto: prima riduzione idrica, poi, se non interviene il pagamento, la sospensione totale. Il tutto previa segnalazione alla Prefettura.

Brutto a farsi, ma l’Amam deve battere cassa a piè pari, visti i crediti che vanta ovunque. Il bilancio del 2014, la dà creditrice per ben 72 milioni di euro. Molti sono attesi dai condomini privati, e sono cifre importanti,che variano dai 150mila euro agli 800mila. Anche su questi calerà la scure del taglio acqua? Sì se non risponderanno neanche alle proposte di rateizzare le somme avanzate dall’azienda.

Certo, va considerato che nel calderone dei senz’acqua potrbbero finire anche quei cittadini che il loro consumo l’hanno pagato, il che aprirebbe un altro contenzioso con l’azienda. Come sottolineato dal consigliere comunale Libero Gioveni qualche giorno fa, infatti, il problema di molti condomini privati è il contatore unico. “L’Amam. ha detto Gioveni – invia al condominio un’unica maxi bolletta con l’intento di ricevere il pagamento del servizio reso, che però in molti casi viene quasi sempre disatteso. Il problema – spiega il consigliere – sta nel fatto che non tutte le famiglie residenti in questi stabili versano la loro quota pro-capite, per cui si accumulano nel tempo delle consistenti morosità che l’Amam deve necessariamente e legittimamente far rientrare, ma che mettono in croce numerose incolpevoli ed oneste famiglie che hanno sempre pagato la loro quota condominiale e che per colpa di altre si vedono sottratte di un diritto”.

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