Focus sul Covid in Commissione. Bramanti: «Non ci sono vaccini di serie A o B»

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Coronavirus e vaccini al centro della Seduta di Commissione svoltasi stamattina a Palazzo Zanca, in presenza del Commissario per l’Emergenza Covid di Messina, Alberto Firenze. Tra gli argomenti di discussione il vaccino Johnson&Johnson, l’efficacia e le indicazioni di somministrazione dei diversi farmaci, l’importanza di una fattiva collaborazione tra le istituzioni impegnate sul territorio.

Stamattina il Commissario per l’Emergenza, Alberto Firenze, – dopo essere stato all’hub vaccinale della Fiera di Messina, dove ha richiesto un minuto di silenzio in adesione alla “Giornata nazionale per le vittime del covid” –, ha partecipato alla Seduta congiunta della III e della VII Commissione consiliare, presiedute dai Consiglieri comunali Giovanni Scavello e Placido Bramanti, per tracciare un quadro sull’andamento della campagna di vaccinazione ed esaminare alcune delle questioni in questi giorni più dibattute.

Argomento all’ordine del giorno è stato quindi, innanzitutto, l’atteso arrivo in Italia del Johnson&Johnson, ma anche la questione AstraZeneca – su cui l’EMA dovrebbe pronunciarsi proprio in queste ore – e l’efficacia dei diversi vaccini in circolazione nel proteggere la popolazione dal covid.

A fare una sintesi della Seduta è stato il consigliere Placido Bramanti: «Il vaccino anti-covid Johnson&Johnson si aggiunge a Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Diverse le differenze per somministrazione, efficacia e conservazione del preparato. La prima differenza evidente tra i vaccini riguarda l’età dei destinatari. Pfizer può essere inoculato in persone dai 16 anni in su, Moderna dai 18, mentre AstraZeneca tra i 18 fino ai 65 anni».

Ferma la posizione del presidente Bramanti sull’efficacia dei diversi vaccini anti-covid: «C’è chi parla di vaccini di serie A e B – ha dichiarato. Non è cosi. Il vaccino attualmente in prima linea rimane Pfizer con il 95% di efficacia; segue Moderna che ha dimostrato un’efficacia pari al 94,5%. Al momento, come si è appreso, è AstraZeneca quello che fa vacillare i più. Si attendono proprio in queste ore gli ultimi responsi da parte dell’EMA. Ciò non toglie che la reale efficacia stimata per quest’ultimo risulta essere pari al 62% in attesa degli ultimi trial clinici. Pfizier e Moderna prevedono 2 dosi: per il primo il richiamo è previsto dopo 21 giorni, mentre per il secondo dopo 28. AstraZeneca invece lo prevede dopo 3 mesi dalla prima inoculazione».

Di seguito, un breve intervento del Commissario per l’Emergenza Covid di Messina, Alberto Firenze.

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