Coronavirus. Troppi trasgressori, Musumeci scrive al Viminale: «più controlli nei centri abitati»

nello musumeci a messina per l'avvio dei lavori torrente catarratti-bisconte messinaPer il presidente della Regione Nello Musumeci servono più controlli nei centri abitati della Sicilia, e in particolare nei capoluoghi e agli approdi dello Stretto di Messina, per contenere la diffusione del coronavirus nell’Isola. Sono troppi i trasgressori, sottolinea il Governatore che, con una nota, presenta le sue richieste al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Lo ha ribadito più volte, ma oggi il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, torna alla carica per chiedere al Viminale maggiori controlli e, conseguentemente, più multe, vista la «perdurante e diffusa inosservanza delle norme di prevenzione della diffusione del Covid-19». Nella sua lettera al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il Governatore sottolinea l’importanza di una maggiore stretta dei controlli in un territorio come la Sicilia dove «il tasso di crescita dei soggetti positivi al contagio, in questo momento, si rivela superiore a quello della media nazionale».

Oltre al potenziamento del numero delle pattuglie delle Forze dell’Ordine che si occupino dei controlli sugli spostamenti all’interno delle città, così come agli approdi dello Stretto di Messina – come la Rada San Francesco o Tremestieri – Nello Musumeci chiede al Ministro Lamorgese di valutare l’opportunità, ove ritenuto necessario, di impiegare in queste attività anche i «militari dell’Esercito impegnati in Sicilia nell’operazione “Strade sicure”».

Richieste, queste, che non appaiono affatto nuove, ma su cui il Presidente della Regione (e non solo lui) è tornato più volte negli ultimi giorni. Lo scorso 16 marzo, si ricorderà, su richiesta del Governatore, il Ministero dei Trasporti, Paola De Micheli, ha varato il Decreto Sicilia, riguardante lo stop quasi totale ai trasporti nello Stretto e, in generale, da e verso l’Isola. Limitazioni che, a oggi, hanno subito una stretta ulteriore.

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