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“Caso” green pass, MessinAccomuna contro Principato: «Chiarisca o vada a casa»

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Continua la polemica sul post contro il green pass dell’architetto Nino Principato. A contestare quanto pubblicato dal componente del Consiglio di Amministrazione del Teatro Vittorio Emanuele è MessinAccomuna, che sottolinea: «Chiarisca la sua posizione e i suoi comportamenti o/e se ne vada a casa».

I fatti sono noti. Qualche giorno fa l’architetto Nino Principato ha pubblicato un post sui social in cui paragonava il green pass al lasciapassare nazista. Immediata la reazione di 15 consiglieri comunali, provenienti da diversi partiti politici, che hanno chiesto al sindaco Cateno De Luca di rimuovere Principato dal suo incarico nell’Ente Teatro. Dopo la nota degli esponenti del Consiglio Comunale, l’architetto ha condiviso – sempre a mezzo social – un nuovo post, chiamandoli in causa, e invitandoli ad occuparsi di altre questioni, come il Parco “Aldo Moro” e il Forte del Vivonne di viale Regina Margherita.

Ad intervenire sulla questione, oggi, MessinAccomuna, che entra a gamba tesa nella polemica: «Nino Principato – scrive in una nota il laboratorio di partecipazione civica – sul lasciapassare nazista fa come Salvini sui 49 milioni occulti della Lega: cambia discorso, illudendosi che un finto scoop di comodo induca la gente in confusione».

«Stiamo ai fatti – prosegue MessinAccomuna. Principato (per l’ennesima volta) si produce in uscite pubbliche di difficile compatibilità democratica, stavolta dando di fatto del nazista al governo per via del green pass (Red Ronnie? Un dilettante!). I consiglieri comunali del Partito Democratico gli chiedono per decenza e per rispetto della città di dimettersi (finalmente) dal CdA del Teatro. Una persona intellettualmente onesta, se credesse in ciò che ha detto difenderebbe il suo sciagurato post (magari invocando le libertà costituzionali che ha così frequentemente denigrato). Oppure, se si accorgesse di essere andato oltre, chiederebbe scusa e chiarirebbe meglio il suo pensiero».

«Invece cosa fa Nino Principato? – incalza il Laboratorio. Parla del “Parco Aldo Moro”. Già, e perché non dei campi da tennis di Villa Dante, del Palagiustizia, o dei crocieristi? O, meglio ancora, dello sbarco sulla luna o della terra piatta? Ora, non stando al suo gioco, non spiegheremo come stanno le cose, né a lui né a chi gli ha superficialmente dato spago e ragione (sic!), senza approfondire. È troppo scoperta la pretestuosità dell’argomento ed è chiaro che a lui del Parco “Aldo Moro” non interessa nulla (tanta indignazione sarebbe esplosa ben prima, visto che da oltre tre anni ci sono i suoi sodali a reggere la città); non si illuda, non ci facciamo distrarre dal tentativo di sollevare polveroni per nascondersi».

«Principato – conclude MessinAccomuna – chiarisca la sua posizione e i suoi comportamenti o/e se ne vada a casa. E non cerchi puerilmente di cambiare discorso: il parco Aldo Moro col suo Geleitshein nazista non c’entra un beneamato nulla».

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