Canili di Messina. Bando ancora non revocato, Cannistrà: «A rischio il benessere degli animali»

foto di un cane cane rifugio don blasco durante protesta per il bando per la gestione dei canili di messinaNonostante le proteste e l’impegno preso dall’assessore Minutoli, il bando per la gestione dei canili di Messina non è ancora stato revocato. A segnalarlo sono la consigliera comunale Cristina Cannistrà e il vicepresidente della IV Municipalità Renato Coletta che sottolineano come la responsabilità, a quanto pare, sarebbe del dirigente al ramo, contrario alla revoca.

Il “caso” è scoppiato qualche giorno fa. Il Comune di Messina ha pubblicato un bando per dare in gestione i canili della città destando però non poche polemiche. In particolare, i volontari del Rifugio Don Blasco hanno contestato il documento con una protesta a piazza Municipio durante la quale hanno sottolineato come il bando mettesse all’asta i cani stessi. Nella stessa mattinata i manifestanti sono stati ricevuti dall’assessore Massimo Minutoli che ha poi deciso per la revoca del bando in autotutela.

A oggi, però, a dieci giorni della protesta, il bando non è ancora stato revocato. A commentare la situazione e chiedere spiegazioni sono la consigliera comunale Cristina Cannistrà e il vicepresidente della IV Municipalità Renato Coletta, entrambi esponenti del Movimento 5 Stelle: «Il motivo della mancata revoca del bando è la posizione avversa del dirigente al ramo, che si è opposto alla revoca malgrado le sollecitazioni dell’assessore. A intervenire nella vicenda è stata anche la segretaria generale del Comune di Messina Rossana Carrubba, che si è soffermata sulle criticità e sui vizi di legittimità del bando, ribadendo la necessità di ritirarlo, anche alla luce di un ricorso presentato dalle associazioni animaliste lo scorso 26 giugno.

Secondo i due consiglieri si tratta di «Un “cortocircuito” che potrebbe causare un grave danno non solo agli animali, per le ragioni che abbiamo esposto a più riprese, ma anche allo stesso Palazzo comunale. L’impressione è di assistere a un “gioco delle tre carte”, con continui rimpalli di responsabilità che non portano a nulla».

«Si tratta – ricordano Cannistrà e Coletta – di un bando per la gestione dei cani, ma di fatto si mettono a bando gli stessi animali, con tutto ciò che ne consegue per la loro salute e il loro benessere».

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