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Binario unico per alcuni tratti del tram di Messina? L’ex sindaco Leonardi: «Sarebbe dannoso»

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Per l’ex sindaco di Messina, Salvatore Leonardi, l’idea di un restyling del tram è una buona notizia; un po’ meno l’ipotesi, contenuta nel progetto portato avanti dalla Giunta Basile, di passare Provinciale – Palazzo Palano e sul Corso Vittorio Emanuele al binario unico. L’ex primo cittadino, sotto la cui sindacatura la linea tranviaria è effettivamente approdata a Messina, spiega le sue perplessità.

Lo scorso 3 gennaio 2023 è stata aggiudicata la gara per la rimessa a nuovo della linea del tram di Messina. Il progetto prevede l’abbattimento delle barriere, la riqualificazione di piazza della Repubblica, dei capilinea, delle fermate e dell’impiantistica, oltre a interventi riguardanti il verde pubblico. E prevede anche, come anticipato, il passaggio al binario unico singolo con interscambio nelle aree di Provinciale – Palazzo Palano e della Via Vittorio Emanuele II. Proprio questo è il punto più contestato, nelle scorse settimane, già dalle organizzazioni sindacali.

Sull’argomento entra oggi anche l’ex sindaco di Messina, Salvatore Leonardi, in carica dal 1998 al 2003, anno in cui poi il tram è entrato in funzione: «Il prossimo 3 aprile sarà il ventesimo anniversario dalla sua attivazione e ricordo, non senza emozione, la sera in cui, con le prime prove, si arrivò al Capolinea sud. Eravamo soddisfatti: un’opera complessa, tra le più invasive e difficili realizzate nel dopoguerra era stata ultimata!».

Binario unico per parte della linea del tram? Leonardi dice “no” e spiega perché

Oggi, all’idea di un restyling per la linea del tram, l’ex Sindaco di Messina commenta con approvazione, non fosse che per un dettaglio: quel binario unico che tanto sta facendo discutere.

In una lettera aperta, Leonardi fa una breve disamina della gestione del tram, dalla sua attivazione ad oggi: «La Tranvia – scrive – per anni, è stata gestita in maniera disastrosa se è vero che, a quanto si dice, delle 16+1 vetture in dotazione, si è arrivati a farne funzionare meno della metà, trascurando, perfino, la indispensabile sincronizzazione del sistema semaforico, malgrado esistesse agli atti specifico progetto e finanziamento. La situazione è opportunamente migliorata recentemente grazie agli interventi delle ultime amministrazioni».

Nel fare queste osservazioni, l’ex sindaco di Messina ammette alcuni «errori»:  «Non ho difficoltà – sottolinea –, tuttavia, ad ammettere che la struttura ha palesato, subito e nel tempo, vari errori (anche nel percorso, in particolare sul verso di Corso V. Emanuele) ed incompletezze, alcuni rilevati già in sede di costruzione ma non corretti per l’impossibilità di ricorrere a frequenti “varianti” che avrebbero comportato lo sforamento dei tempi assegnati dalla Comunità Europea per il completamento dell’opera e per le violente polemiche che ogni ipotesi di modifica scatenava. Ci siamo limitati a spostare i binari di meno di 50 metri verso mare a salvaguardia dell’unica più grande e popolare tradizione della nostra Città: il percorso della Vara».

«Ora – aggiunge – sono trascorsi quasi venti anni e la Tranvia, pur con i suoi attuali limiti, è stata “digerita” e ha dimostrato di essere gradita da gran parte dei cittadini, soprattutto dai giovani. Apprezzo, pertanto, l’intervento di ammodernamento e razionalizzazione volto a ridare la dovuta efficienza al sistema».

Sul tram a binario unico a Provinciale

Per quel che riguarda, nello specifico, la tratta del tram di Messina a binario unico a Provinciale, prevista dal nuovo progetto, l’ex sindaco Leonardi fa alcune considerazioni. Se l’obiettivo è quello di stimolare l’uso del mezzo pubblico al posto di quello privato: «Si potrebbe mantenere l’attuale assetto, ma tale soluzione, tuttavia, forse danneggia le attività commerciali? Allora, l’eliminazione di un binario, con tutte le molteplici conseguenze (di carattere trasportistico, di sicurezza etc.) potrebbe essere conseguente. Ma, perché non recuperare nuovi spazi con parcheggi di interscambio, rivitalizzare significativamente quel territorio  e, contestualmente, dare adeguate risposte a tutte le istanze?».

«In tal caso – evidenzia –, sarebbe necessario  riprendere con le RFI (a ciò forse dovute) il progetto della demolizione, almeno  fino alle carceri, della “muraglia cinese” del vecchio percorso ferroviario che non credo sia altrimenti utilizzabile, atteso l’immenso costo del suo risanamento e della rimessa in sicurezza delle varie Gallerie (dell’Angelo, Petrazza, Gonzaga, Peloritana… etc,). Rebus sic stantibus, ogni soluzione appare opinabile per cui, intanto, si potrebbe intervenire con provvedimenti più amministrativi che strutturali come utilizzazione promiscua, disattivazione temporanea di un binario etc».

E Corso Vittorio Emanuele? «Punto più controverso»

Per Salvatore Leonardi, il tratto del tram lungo il corso Vittorio Emanuele è «il punto più controverso», ma l’ipotesi di un binario unico sarebbe «dannosa».

«Ho convenuto in passato – scrive in proposito –, e ne sono tuttavia convinto, che in quel sito è stato compiuto il più grosso errore nella realizzazione della tranvia con negative conseguenze a danno della complessiva mobilità cittadina e, forse, a danno di qualche attività commerciale, seppur limitato in considerazione del fatto che sull’arteria sporgono vari edifici pubblici – una banca, il Palazzo del Catasto, quello dell’INPS e un albergo – mentre le piazzette c.d. “tematiche” hanno fortemente attenuato i disagi di molti esercizi pubblici».

«In questo caso – aggiunge –, le soluzioni erano due: fare scorrere la tranvia lungo il confine con l’area portuale, evitando l’attuale insensata “gimkana” tra la Dogana ed il Circolo Thalatta, oppure lungo il marciapiede, lato monte. Si scelse questa seconda ipotesi su richiesta delle Autorità portuali in ragione che le linee aere del tram avrebbero potuto ostacolare l’accesso dei mezzi pesanti a servizio delle attività commerciali all’epoca ancora attive nel Porto, Oggi, questi condizionamenti non esistono più, in quanto il Porto, ormai recintato, si è qualificato come approdo croceristico, destinando al costruendo secondo Porto di Tremestieri le attività commerciali».

Quali soluzioni, allora per il tram di Messina?

Per il corso Vittorio Emanuele, l’ex sindaco Leonardi propone la soluzione iniziale, ovvero di trasferire la linea del tram rasente il confine del territorio portuale (stante il via liberà dell’Autorità di Sistema Portuale), mantenendo, così, il doppio binario.

Per Leonardi, infatti: «L’eliminazione di un binario sarebbe dannosa, come sostengono anche le OO.SS. (organizzazioni sindacali, ndr), alla efficienza di una infrastruttura ideata come asse portante ed ecologico del sistema di trasporto veloce di massa tra nord e sud città».

«Affidarsi alla efficienza di meccanismi sempre suscettibili di guasti – aggiunge – sarebbe pericoloso alla sicurezza del sistema (succede anche nei sistemi ferroviari). Storicamente, dall’inizio del secolo scorso fino al 1951, le tranvie messinesi hanno sempre mantenuto (nella tratta Gazzi – Annunziata) il doppio binario tranne, e per breve tempo, nello scavalcamento del greto del Torrente Giostra».

«Ultimo, ma non per importanza – conclude –, la soluzione suggerita, oltre a restituire ai cittadini una più accettabile fruizione del Corso, consentirebbe, cosa importantissima, il riassetto del nodo automobilistico attorno alla Prefettura ripristinando la continuità viabile dal Viale della Libertà e, quindi, con la parte bassa della città, estremamente funzionale alla realizzazione completa di via Don Blasco».

Oltre alla questione del binario unico per alcuni tratti del tram di Messina, l’ex sindaco Leonardi affronta il tema della Metroferrovia. La lettera completa è disponibile a questo link.

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