Universita-Messina

Atenei siciliani bocciati dal Ministero. Per Messina e Palermo solo il 20% di assunzioni. Il 40% per Catania

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Universita-MessinaSe i conti non tornano il ministero boccia le Università di Messina e Palermo, (“zoppica” quella di Catania) e stabilisce: “assunzioni ridotte”.
Poco spazio, dunque, per nuovi professori o ricercatori negli atenei delle tre principali città siciliane, al posto di quelli andati in pensione. Il decreto sui “puntiorganico” dispone infatti che preferibile vengano “giostrati” quelli già esistenti. Di nuove assunzioni se ne parla, ma limitate.
Una stima approssimativa sul prossimo triennio attesta la possibilità di new entry nell’organico delle università italiane con una copertura del 50% dei posti vacanti, tranne che per quelle di Messina e Palermo, non a posto con i bilanci causa spese elevate di personale (oltre l’80% delle entrate viene utilizzato per pagare stipendi) e debiti vari.
Per le due siciliane, nei 3 anni a venire, le assunzioni potranno toccare al massimo il 20% di “rimpiazzo”. Meglio Catania, che sfiora il 40%.
Soluzione sarebbe l’aumento delle tasse per gli studenti, ma questo ridurrebbe notevolmente il numero degli iscritti, data la povertà della regione, e penalizzerebbe ulteriormente la Sicilia rispetto alle regioni del nord.

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