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Messina in serie, storie di Circoscrizioni: I Capitolo – FOTO e VIDEO

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A Messina, ma capita in tutte le città chiamate al voto, quando si parla di elezioni amministrative, si torna a parlare di quartieri, periferie, centri storici: le circoscrizioni, in buona sostanza. A Messina sono sei le circoscrizioni; luoghi che raccontano storie e problemi diversi. Così, un po’ come i candidati a sindaco, abbiamo voluto intraprendere un vero e proprio viaggio alla scoperta di questi quartieri, per capire cosa manca, quali sono le esigenze dei residenti, cosa è stato fatto e quali potrebbero essere i punti da valorizzare.

Messina oltre ad essere una città lunga e alta, contiene in sé una vera e propria moltitudine di racconti. Il nostro viaggio, che chiameremo Messina in serie – Storie di Circoscrizioni, si divide in 6 capitoli: una vera e propria mappa della città di Messina. Partiamo così alla volta della I Circoscrizione, che va da Giampilieri a Tremestieri, passando da Santo Stefano, a Tipoldo.

Le circoscrizioni di Messina

Una delle cose che i messinesi della I Circoscrizione ci hanno raccontato è che molte zone, soprattutto quelle collinari, soffrono la crisi economica legata all’agricoltura; zone in cui prima si coltivavano uve da vino e da tavola, per esempio, non esistono più, così come gli agrumeti. Crisi che ne ha generato un’altra: lo spopolamento, che in parole povere vuol dire case abbandonate, pochi servizi e poca socialità. Tuttavia anche in questi luoghi, che sembrano così lontani dal centro, esistono degli spazi unici, come la Biblioteca “Pietro Gori” di Tipoldo che dalla fine degli anni ’80 raccoglie circa 8mila libri, la più grande in Sicilia nel suo genere.

La storia di questo piccolo posto bellissimo ce la racconta Carmelo Ferrara: «Questa è un’associazione è stata costituita nell’89 a Messina, da un gruppo di studiosi, giovani, ricercatori universitari e attivisti politici: quindi nasce all’interno di un movimento politico libertario anarchico e arriva approda a Tipoldo; nel senso che abbiamo deciso di trasportare tutto il materiale che abbiamo raccolto a Tipoldo. Nell’arco di 20 anni, Tipoldo si è spopolato tantissimo, adesso ci sono circa 200 abitanti. Quando l’agricoltura non dà più reddito c’è il flusso verso i centri urbani. La gente ha smesso perché l’economia agricola è stata abbandonata a se stessa».

Luoghi che vivono grazie soprattutto ad associazioni, pro loco e comitati; come la Pro Loco Messina Sud, l’associazione Giampilieri 2.0 e il comitato Salviamo Galati Marina, che in forme diverse si prendono cura del territorio. Le battaglie portate avanti in questi anni sono tante, a partire da quella contro il dissesto idrogeologico che, specialmente nella zona Sud, è un tema sempre attuale.

Ne sanno qualcosa i cittadini della vallata di Santo Stefano, che quotidianamente si trovano a fare i conti con collegamenti che definire instabili è dire poco. Della situazione ci ha parlato Federica Mari, che fa la spola tra Milano a Messina e quando è giù abita a Santo Stefano Briga dove a preoccupare sono in particolare il torrente e l’assenza di una via di fuga in caso di alluvioni e altre emergenze: «La strada che percorro ogni mattina per andare in centro – ci spiega – è invivibile. Si rischia di rimanere impantanati nei ruscelli che si formano appena piove, e ci si ritrova a passare in mezzo ad amianto e rifiuti. Sono posti stupendi – aggiunge –, gestiti da gente cui non importa niente. Il torrente Santo Stefano andrebbe monitorato, anche per evitare che la gente ci butti dentro i rifiuti».  Ancora irrisolta, inoltre, la questione del lavatoio, che definisce «un rottame a cielo aperto». E le istituzioni? Sono venuti in tanti, ci ha detto Federica, dai candidati alla vecchia amministrazione, hanno fatto tante promesse, ma tutte a vuoto.

C’è tanta rabbia, insomma. C’è la voglia di riscattare il proprio territorio, l’impegno dei comitati e delle associazioni, dei singoli cittadini; ma c’è anche una sorta di rassegnazione, nessuno crede alle promesse della politica, perché troppe sono state le delusioni. Perché alcuni problemi ce li portiamo dietro da decenni e ogni generazione si arrabbia, per poi trovarsi incagliata a cercare di cambiare le cose senza purtroppo riuscirci. Ci sono però tanti piccoli fiori nell’asfalto, sparsi qua e là. I luoghi di aggregazione, le iniziative di rigenerazione urbana nate dal basso, i murales e le opere d’arte che spuntano sui muri delle periferie per ridare colore al grigio che spesso le avvolge.

Immagini dai quartieri di Messina

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Servizio di Alessandra Mammoliti e Gabriella Fiorentino
Musica video di Karmagally

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