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M5S: «Da Meloni intollerabile attacco al Reddito di Cittadinanza. Non conosce difficoltà di milioni di famiglie»

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«Dal palco di Piazza Cairoli a Messina, Giorgia Meloni ha lanciato l’ennesimo intollerabile attacco al Reddito di Cittadinanza». Inizia così la nota dei parlamentari messinesi nazionali e regionali del MoVimento 5 Stelle in risposta alle affermazioni della leader di Fratelli d’Italia, ieri a Messina per sostenere il candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative Maurizio Croce.

Francesco D’Uva, Grazia D’Angelo, Antonio De Luca e Valentina Zafarana scrivono: «È inaccettabile che chi, come Giorgia Meloni, vive da decenni solo di politica e percepisce da anni lauti stipendi, si permetta di attaccare le fasce più deboli del Paese che, prima del Reddito di Cittadinanza, non riuscivano neppure a mettere un piatto caldo a tavola. Chi pontifica dai palchi, forse, non conosce la realtà e le difficoltà che vivono quotidianamente milioni di famiglie italiane.

La verità è che, grazie a questa misura, abbiamo finalmente realizzato una rete di protezione sociale in favore di milioni di italiani che vivevano in condizioni di disagio economico. Il Reddito ha rappresentato una vera e propria ancora di salvezza, soprattutto durante i mesi più duri della pandemia e continua a salvaguardare le fasce più deboli della nostra società. Sono inaccettabili anche le continue strumentalizzazioni e l’ingiusta narrazione alimentate da mesi da Giorgia Meloni che, anche oggi, ha definito il Reddito di cittadinanza uno ‘strumento diseducativo’ per i giovani perché darebbe loro lo stimolo a rimanere a casa sul divano piuttosto che lavorare. Una bufala bella e buona smentita dai dati».

«La prossima battaglia è il salario minimo»

«Piuttosto, se si vuole contribuire a migliorare la vita degli italiani è necessario garantire loro condizioni lavorative migliori e dignitose e, in questa direzione, è imprescindibile approvare il salario minimo che rappresenta un’altra battaglia di equità sociale. Siamo stanchi di sentir dire da alcuni politicanti che i nostri giovani sono fannulloni, che preferiscono stare seduti sul divano a far nulla piuttosto che lavorare. La verità è che, in Italia, ancor oggi, migliaia di lavoratori percepiscono salari da fame, dai 3 ai 5 euro l’ora. Una situazione inaccettabile» continuano Francesco D’Uva, Grazia D’Angelo, Antonio De Luca e Valentina Zafarana.

«Giorgia Meloni, prima di attaccare, dovrebbe sapere che oltre il 45% dei beneficiari del Reddito di cittadinanza è costituito dai ‘lavoratori poveri’, cioè da persone che un lavoro ce l’hanno, ma ricevono uno stipendio inadeguato che non permette loro di vivere dignitosamente. Non si tratta, quindi, di fannulloni ma di oltre 830 mila lavoratrici e lavoratori italiani.

Per questo motivo, noi del Movimento 5 Stelle abbiamo depositato al Senato il disegno di legge per l’introduzione del salario minimo orario, a prima firma di Nunzia Catalfo, con cui si potrebbe garantire ai lavoratori italiani un salario dignitoso. Ora tocca alle altre forze politiche rispondere al nostro appello, per ridare finalmente dignità alle lavoratrici e ai lavoratori italiani. Aspettiamo una risposta anche da Giorgia Meloni» concludono i parlamentari messinesi nazionali e regionali del MoVimento 5 Stelle.

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