Sfiducia, il tempo stringe. Mercoledì il giorno della verità?

Consiglio comunale tirIl tempo stringe e il momento della sfiducia si avvicina. Domani ci sarà la riunione dei capigruppo per fissare la data in cui si deciderà il futuro dell’amministrazione e del Consiglio comunale, ma anche le modalità in cui si svolgerà la seduta che si preannuncia incandescente.

La data più probabile rimane quella del 15 febbraio, anche se da parte della presidente Emilia Barrile è stata avanzata la richiesta di svolgere i lavori già lunedì. Da escludere la data del 14 febbraio, in cui si svolgerà l’udienza per il processo Gettonopoli. Intanto continuano le consultazioni tra i vari consiglieri, perché la fatidica quota dei 27 voti, necessari affinchè passi la mozione, sembra non esserci ancora e  a fare la differenza potrebbe essere il singolo voto.

Il centrosinistra nel tavolo di lunedì sera ha ribadito il proprio parere negativo verso l’amministrazione, così Dr e Area Popolare voteranno favorevolmente la mozione, mentre chi deve sciogliere le riserve è il Partito Democratico. E’ vero che tra i 17 firmatari della mozione c’è anche la capogruppo Antonella Russo, ma nei prossimi giorni ci sarà un confronto tra il gruppo consiliare e il commissario straordinario Ernesto Carbone, in cui si dovrebbe decidere la linea da seguire in aula.

A fare da ago della bilancia quindi sarà il centrodestra che al momento del voto potrebbe presentarsi con qualche crepa. E’ probabile che l’area Genovese si possa riunire a breve, ma alla fine potrebbe prevalere il classico voto secondo coscienza. Se l’avventura di Accorinti come primo cittadino dovesse continuare, allora l’amministrazione si guarderebbe al proprio interno per cercare di risolvere una crisi di equilibri che ha portato alle roboanti dimissioni di Eller e al paventato addio di Daniela Ursino.

Il no di Cannizzaro ha spiazzato lo stesso Accorinti che a questo punto aspetta l’esito sulla mozione di sfiducia, perchè non avrebbe senso nominare un assessore per così pochi giorni. Solo in caso di voto negativo dell’aula ripartirà la caccia al prossimo assessore al bilancio e magari la stessa Ursino romperà il roboante silenzio in cui si è trincerata negli ultimi giorni.

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