Il “mistero” dei fondi ecopass, il PD chiede trasparenza

conf-stampa-pdFondi Ecopass questi sconosciuti… nel senso che non è chiaro se la cifra percepita dal Comune corrisponda a quella effettivamente incassata. Dal 2011, anno in cui è stata istituita la tassa di attraversamento, ad oggi, a quanto pare nessuno avrebbe rendicontato, verificato, controllato. E’ ciò che è emerso oggi dall’incontro con la stampa voluto dal Pd per fare una volta per tutte chiarezza sulla questione. Tanti gli interrogativi posti dai consiglieri comunali Antonella Russo, Claudio Cardile e Pietro Iannello, ma anche da Felice Calabrò, anche lui presente in conferenza stampa.

Ma andiamo con ordine.  “ La tassa di attraversamento dello Stretto viene istituita nel 2011 – ha spiegato il consigliere Iannello – ma soltanto nel 2015    le società di navigazione vengono nominate ufficialmente agenti contabili. Nel luglio dello scorso anno  viene attribuito al Dipartimento mobilità il compito di ricevere i proventi e di accertarne la reale entità. Nel 2016 però,  emergono due criticità: il mancato trasferimento di personale al dipartimento e l’omesso passaggio di consegne”.

Attualmente dunque, la tassa viene riscossa dalle società di navigazione pubbliche e private attraverso il cosiddetto biglietto unico. Le compagnie, definite “agenti contabili esterni”, hanno l’obbligo di rendicontare mensilmente ed annualmente gli incassi e di versare le somme entro 30 giorni dalla riscossione. Il Comune, dal canto suo, deve verificare che le somme ricevute siano in regola attraverso i revisori dei conti e trasmettere tutto alla Corte dei Conti.

Ma” l’azione di controllo del Comune – afferma il consigliere comunale e presidente della Commissione Bilancio Claudio Cardile-   fino ad oggi non c’è stata o è stata carente. Le società di navigazione trasferiscono le somme, ma non c’è alcuna verifica sul reale ammontare delle cifre”.

Insomma Palazzo Zanca si accontenterebbe di ricevere i fondi ecopass, senza indagare per conoscere se effettivamente le somme corrispondano a quanto realmente incassato. Per ovviare a questo problema si era parlato di predisporre dei varchi elettronici, che con l’ausilio del classico telepass autostradale, avrebbero garantito il pagamento del pedaggio. Poi nulla è stato fatto. le somme per l’acquisto dei  dispositivi non sono mai state inserite in bilancio.

Ma c’è di più. ” Nel 2012 è stata stipulata una convenzione di natura sperimentale tra il Comune di Messina e quello di Villa San Giovanni – ha affermato  la consigliera Antonella Russo – che aveva durata annuale, ma fino ad oggi è rimasta attiva. L’accordo prevede che il 65% dei fondi ecopass sia destinato a Messina e il 35% vada dall’altra parte dello Stretto. Ci chiediamo se la convenzione con un Ente si possa rinnovare tacitamente. Inoltre non risulta che la stessa sia stata ratificata dalla Giunta. Abbiamo un Sindaco che ferma i tir con le mani, ma che non si pone questi problemi e non dice che rapporti ci siano con Villa San Giovanni. Tra l’altro l’ecopass – ha concluso Antonella Russo –  è legato alla presenza in città di una ZTL, che a Villa non esiste. Noi vogliamo che questa tassa venga incassata nella massima legalità e trasparenza”.

A tal proposito è intervenuto anche Felice Calabrò: ” A questo punto mi chiedo – ha dichiarato – come vengano distribuite le somme che provengono dalla Cartour, che notoriamente non va a Villa San Giovanni, ma a Salerno. Inoltre secondo le modalità di riscossione fin qui adottate, le società di navigazione, se l’utente si rifiuta di pagare,  non sono obbligate a prelevare  la tassa di attraversamento e naturalmente questo va a scapito del Comune che finora è rimasto indifferente”.

I consiglieri comunali adesso metteranno tutto nero su bianco, in un’interrogazione con risposta scritta e invieranno la documentazione raccolta alla Corte dei Conti.

Marika Micalizzi

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