I lavoratori del Vittorio Emanuele in presidio per la difesa del lavoro e la rinascita della cultura a Messina

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teatro-vittorio-emanueleLe organizzazioni sindacali di Slc-Cgil, Uilcom-Uil, Fials-Cisal e S.a.di.r.s. e i lavoratori del teatro Vittorio Emanuele di Messina, nell’occasione della messa in scena dello spettacolo “Omaggio a Roland Petit”, comunicano agli spettatori le motivazioni che, dal 23 ottobre, hanno inciso sulla decisione di presidiare i locali del teatro. «Cosa stiano vivendo i cittadini di Messina in questi ultimi mesi  − scrivono i sindacati − è drammaticamente sotto gli occhi di tutti;  di chi siano state le responsabilità è evidente, così come sono evidenti le ricadute di scelte politiche discutibili che incidono negativamente nella nostra comunità. Noi tutti comprendiamo che, davanti a questo scenario, le questioni che riguardano i lavoratori del teatro potrebbero apparire di secondaria importanza. Ma siamo certi che anche la soluzione dei problemi che attanagliano i dipendenti e le politiche di gestione e rilancio del Vittorio Emanuele possano incidere positivamente sull’immagine e sulla rinascita di Messina e della sua provincia». I sindacati continuano: «La nostra civile protesta è indirizzata a rappresentare la fatiscente conduzione, da parte della dirigenza dell’E.a.r. e del suo cda, che con la politica del non fare hanno scaricato incapacità e responsabilità proprie su altri e ridotto questo ente ad un caos in termini gestionali ed organizzativi, non riuscendo a espletare persino l’ovvio e l’ordinaria attività amministrativa prevista. Serve un progetto culturale di sviluppo per il teatro – concludono Slc-Cgil, Uilcom-Uil, Fials-Cisal e S.a.di.r.s. − affinché i finanziamenti regionali non siano utilizzati come una sorta di “contributo assistenzialistico”, ma che producano un circuito virtuoso che coinvolga tutti i cittadini (le scuole, le famiglie, i giovani, gli anziani) avvicinandoli e integrandoli ai programmi culturali che un teatro deve avere».

 

 

 

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