Dissesto Città Metropolitana Messina. La Cisl: «Accorinti impedisca queste fughe in avanti»

Filippo Romano - dissesto città metropolitana messinaL’atto di indirizzo fatto dal Commissario Filippo Romano il 14 agosto che dichiarava la deriva della Città Metropolitana di Messina verso un inevitabile dissesto ha provocato la risposta della Cisl Funziona Pubblica che si è opposta a tale affermazione dichiarandola non di competenza dello stesso commissario.

«Dimenticando i 108 sindaci della Città Metropolitana – affermano il segretario provinciale della Cisl Fp Calogero Emanuele e il segretario aziendale Giovanni Coledi – con atto di indirizzo per altro non di sua competenza, ha annunciato l’attivazione delle procedure del dissesto finanziario dell’Ente, a causa dei tagli e dei mancati trasferimenti nazionali e regionali ma, anche, per le scelte poco oculate e le non decisioni di una gestione commissariale che la Cisl ha sempre denunciato».

«L’ipotesi di dichiarazione del dissesto – continuano Emanuele e Coledi – appare fuori luogo e intempestiva, considerata l’imminenza del rinnovo del Parlamento siciliano e del recente ripristino da parte dell’ARS delle norme sull’elezione diretta della Città Metropolitana. Non sfugge a nessuno, in particolar modo ai dipendenti dell’Ente che dopo i 5 anni trascorsi tra mille difficoltà operative e di prospettiva sul ruolo e sulla garanzia occupazionale, che l’epilogo a cui si giungerebbe sarebbe una ulteriore mortificazione del ruolo istituzionale dell’Ente e dei percorsi professionali dei dipendenti».

Il Commissario Romano, durante la conferenza stampa del 14 agosto, ha dichiarato che la sua non era una scelta politica bensì obbligata dalla costante diminuzione degli introiti dell’ente provocata, principalmente, alla legge Delrio del 2015. Di fatto il bilancio dell’Ex Provincia, ha spiegato Romano, subisce un prelievo forzoso delle somme incassate per le RC Auto dei cittadini, prelievo pari a 28 milioni di euro l’anno. Se consideriamo che il bilancio è di 62 milioni di euro sottraendone 28 restano in cassa 32 milioni di cui però 30 sono destinati alle spese per il personale.

Ma la Cisl risponde con fermezza a queste dichiarazioni, definendo «gli ultimi cinque anni di attività utili solo a fare parate e partecipare a eventi che hanno dato visibilità al Commissario e al Governatore Crocetta che in questi lunghissimi anni ha prorogato l’incarico di volta in volta, mentre in altre province si è proceduto all’avvicendamento».

Il sindacato chiede quindi un intervento risoluto di Renato Accorinti affinché svolga pienamente il suo ruolo senza delegare nessuno e impedisca queste «fughe in avanti del Commissario».

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