Caso Sindoni e Messinaservizi Bene Comune, il consiglio rischia la paralisi

consiglio comunaleDomani il consiglio comunale avrebbe dovuto iniziare la discussione sulla delibera che riguarda la nascita della Messinaservizi Bene Comune, ma è sopraggiunto un altro caso spinoso che rischia di impantanare i lavori del civico consesso: quello dell’ineleggibilità di Donatella Sindoni.

La Segreteria Generale ha inviato all’Ufficio di Presidenza tutti gli atti necessari affinchè la discussione venga messa nell’Ordine del Giorno di domani. Com’è noto, sull’esponente di Grande Sud, ma eletta nella lista del Pd, pesa come un macigno la sentenza emessa giovedì scorso dal Tribunale di Messina, che ne dichiarava l’immediata decadenza per ineleggibilità. La Sindoni ha annunciato ricorso in Appello, ma intanto il civico consesso dovrà tornare a discutere della surroga a vantaggio di Giuseppe Siracusano, pronto a subentrare in consiglio comunale e, dunque, andando così a rinforzare le fila del Partito Democratico.

Una vicenda spinosa questa della Sindoni, che affonda le sue radici a fine 2014 ma che già è approdata in consiglio comunale la scorsa estate, quando fu la Regione a dichiararla ineleggibile in quanto “rappresentate legale della struttura convenzionata con l’Asp” . Poco dopo però il consiglio comunale decise di bocciare la delibera con “un’astensione collettiva” (ben 20 su 29 presenti), visto che l’argomento è stato ritenuto troppo delicato sotto il profilo giuridico e non di competenza di un organo politico.

Oggi c’è stato “un antipasto” di quello che potrebbe accadere domani in aula, il vicesegretario, Giovanni Bruno, non ha visto di buon grado la presenza in aula della consigliera: “C’è una sentenza – ha dichiarato – e la posizione della Sindoni all’interno del consiglio comunale è stata chiarita. Perciò la sua presenza non è legittima nelle sedute di commissione o di consiglio”. chiara la risposta della Sindoni:”Questo è un abuso d’ufficio, così mi viene impedito di svolgere il mio ruolo istituzionale”.

Domani, però, volente o no, il civico consesso dovrà prendere una decisione comunque delicata e non facile che rischia di far arenare un’altra tematica particolarmente scottante: la nascita della Messinaservizi Bene Comune.  Tra i banchi del consiglio, infatti,  sarebbe dovuta approdare la delibera per la costituzione della nuova società che sarà chiamata a gestire il settore dei rifiuti al posto di Messinambiente.

In questo senso il clima è già abbastanza caldo, perchè la commissione bilancio anche questa mattina non è riuscita a votare l’altra delibera, forse quella più importante, che riguarda l’affidamento e il contratto di servizio.

Il rischio è che l’aula si possa andare ad infilare in un vicolo cieco, perchè il caso Sindoni non può essere sbrogliato in due minuti, ma dall’altra parte ci sono anche i sindacati che da tempo chiedono al consiglio di sciogliere le riserve sulla nuova società in tempo assolutamente brevi, anche perchè il prossimo 22 febbraio ci sarà l’udienza per il fallimento di Messinambiente.

Antonio Macauda

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