Con la nuova via don Blasco, Gazzi sarà invaso dai tir

2c756c27-edf6-4d7b-a142-17ff57242c46Dopo il finanziamento della Regione Sicilia, che potrebbe dare avvio alla gara d’appalto e conseguentemente ai lavori per la costruzione della nuova Via Don Blasco, strada che collegherà direttamente lo svincolo Gazzi con il molo Norimberga, il consigliere comunale Benedetto Vaccarino e del III Quartiere Mario Barresi invitano l’amministrazione a prestare massima attenzione al futuro svincolo di Gazzi.

La coperta infatti sembra essere troppo corta”Se la futura strada impedirebbe il transito dei Tir in centro città e in particolare nel viale La Farina – precisano i due consiglieri – non si riesce a capire il motivo per cui gioire per un’opera che trasformerà lo svincolo di Gazzi in quello che per anni è stato lo svincolo di Boccetta. Sul viale Gazzi, ricordiamo, insiste già il Policlinico Universitario con il suo già esistente ed imponente traffico di mezzi; si trova un incrocio che collega i villaggi Santo, Bordonaro, Cumia, Aldisio, Gescal, che ogni mattina, ma non solo, è teatro di incolonnamenti infiniti; si svolge due volte a settimana al rione Aldisio (succede anche alla Zir) il mercato rionale; si trovano scuole e numerose abitazioni.Immaginate se a tutto questo si aggiungesse il transito dei Tir. Inconcepibile. Ci sembra pertanto che tale opera tolga i problemi da una parte della città per spostarli da un’altra parte, quella del Viale Gazzi e zone limitrofe, non risolvendo di fatto, alcunché”.

“Siamo senza dubbio concordi nell’eliminazione dei Tir dalla città – concludono Vaccarino e Barresi –  ma tramite questa nuova Via Don Blasco, si sposteranno più a sud i problemi di inquinamento acustico, atmosferico e i rischi di incidenti nonostante tutte le accortezze che sono previste. Confidiamo, e siamo certi nell’intervento del Sindaco , da sempre sensibile a problematiche analoghe, affinchè i cittadini del Viale Gazzi e zone Limitrofe, ma anche dell’intera città, abbiano certezze riguardo la salvaguardia della loro incolumità e della loro vivibilità. Se non sarà così infatti, saranno prevedibili proteste (anche eclatanti) da parte della cittadinanza che dovrà, ancora una volta, tutelare il proprio territorio”.

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