Un acquazzone e la zona sud diventa una palude

È l’Acqua il demone dei messinesi. È paradossale.

Che sia perché nei nostri rubinetti non ne scorra una goccia, che sia perché basta un acquazzone per mettere in crisi zone come Ganzirri, o ridurre a paludi le aree in prossimità dei torrenti, il comune denominatore è sempre “Emergenza Acqua”.

La zona nord è quella ad aver pagato con maggiore dazio “l’incapacità di gestire qualunque incombenza di ordinaria amministrazione, come, ad esempio, la pulizia dei tombini”. La zona sud, tuttavia, ha anche le sue zone di criticità.

Percorrendo tutta la Strada Statale 114, possiamo già farci un’idea: sporcizia per strada, tombini otturati e ampie pozzanghere che si creano a ridosso dei marciapiedi, con i pedoni costretti a intraprendere un percorso alternativo, spesso passando in mezzo alla carreggiata per poter superare l’ostacolo. Sì, perché è di ostacoli che si tratta, uno almeno ogni 10 metri.

Ma se scorrendo su tale strada, le criticità sono “contenute”, è dirigendoci nelle zone dei torrenti San Filippo, Zafferia e Larderia che si manifesta l’indecenza.

Partiamo dal torrente San Filippo, che funge anche da svincolo autostradale. Qui, dai tombini già colmi di sporcizia, vi è una nauseante fuoriuscita di liquidi fognari che si riversano tutti all’incrocio con la stessa Statale 114 e creano un piccolo torrente che, colmando a sua volta i crateri di una strada rovinata, rendono pericolosissimo lo scorrimento, sia dei pedoni che delle automobili.

Zaffaria si presenta in condizioni migliori. Tuttavia, insieme al torrente di Larderia, presenta un problema che, ormai da giorni, tiene in scacco la vivibilità: la spazzatura. I segni di un cattivo deflusso dell’acqua piovana, riguardano proprio il quantitativo di immondizia riversata in mezzo alle carreggiate. L’acqua, infatti, scorrendo incessantemente e con molta forza, ha trascinato sulla strada i rifiuti già presenti attorno ai cassonetti, sparpagliandoli. “È una situazione insostenibile – spiega un residente di Larderia -. Non c’è da meravigliarsi. Si badi bene che quello che accade, non riguarda solo questo periodo, in cui c’è maggiore presenza di spazzatura, ma ogni acquazzone. Bastano delle erbacce che si trovano in prossimità dei canaletti che servono per far scorrere l’acqua, o una semplice bottiglia, o dei pezzi di carta e qui bisogna fare gli slalom, sia a piedi che in auto”.

Probabilmente la grande inciviltà delle persone ha una grandissima percentuale sulla pulizia stradale, abituati a gettare per terra qualunque cosa gli capiti tra le mani. Ciò però non è e non deve essere una giustificazione per le pessime condizioni in cui si riducono vaste aree della città, alcune addirittura molto rischiose e impraticabili, come la zona di Ganzirri.

Qui a Messina, un problema richiama un altro problema. La città sembra essere martoriata, in continuazione, da una serie di criticità, non direttamente correlate, che la mettono in ginocchio.

È inaccettabile che un acquazzone estivo la riduca così.

Simone Bertuccio

 

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