Messina. Censimento e abbattimento cinghiali: la risposta degli animalisti

Foto dei cinghiali in Contrada CataneseMessina. Dopo il Movimento 5 Stelle, anche le associazioni animaliste e ambientaliste del territorio si sono mosse contro la decisione della Giunta De Luca di procedere al censimento e al successivo abbattimento dei cinghiali.

La scorsa settimana, infatti, dopo un tavolo tecnico a Palazzo Zanca il Sindaco ha annunciato di voler dar vita a una campagna di censimento e abbattimento. A questa disposizione si sono opposti i consiglieri pentastellati e, oggi, anche le associazioni animaliste e ambientaliste che, dopo una riunione tenutasi lo scorso 14 luglio, hanno chiesto di poter partecipare ai prossimi tavoli tecnici per dare il proprio contributo sulla questione.

Riconoscendo, da un lato, la necessità di attuare interventi utili ad affrontare e risolvere il problema della presenza dei cinghiali in ambito urbano, tali associazioni hanno sottolineato come qualsiasi azione venga intrapresa debba, innanzitutto, osservare la normativa regionale e nazionale, e tenere bene a mente la salvaguardia del benessere degli animali.

Al fine di contemperare le due istanze, la sicurezza dei cittadini e la tutela della fauna, le associazioni in questione hanno redatto e divulgato il documento risultato dalla riunione dello scorso 14 luglio, in cui è analizzata la normativa regionale che regola la materia.

In particolare, la legge regionale n.18/2015 evidenzia come qualsiasi azione di controllo della fauna selvatica, anche nelle aree protette, debba passare prima dall’approvazione dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Si specifica, inoltre, che la competenza in materia spetti alla Regione, e non al Comune. Il Sindaco, secondo la normativa esaminata può “disporre interventi preventivi mirati all’allontamento degli animali od eventualmente, come estrema ratio, richiedere l’intervento delle guardie provinciali o del corpo forestale per eliminare, mediante abbattimento selettivo solo ed esclusivamente quell’animale o quel nucleo circoscritto di animali che dovessero costituire pericolo”.

Nel divulgare il documento e nel chiedere di contribuire al prossimo tavolo di lavoro, le associazioni hanno sottolineato, richiamando le parole dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura contenute in una nota del 2015, che: «Esistono interventi non cruenti volti a contenere e controllare lo sviluppo della fauna selvatica, oltre che soluzioni per arginare il fenomeno della presenza dei cinghiali in ambito urbano o in proprietà condominiali (reti metalliche, reti elettrificate, cattura  con chiusini e liberazione in aree vocate, ecc.)».

«Alla luce di quanto sopra – hanno concluso – nella consapevolezza che la problematica della presenza dei cinghiali vada risolta e che, da parte delle associazioni e dei volontari, vi è la piena disponibilità a collaborare con le istituzioni per trovare soluzioni condivise che rispettino la normativa e tutelino il benessere degli animali, si richiede che le associazioni animaliste e ambientaliste vengano convocate nei prossimi tavoli tecnici per dare il proprio contributo alla risoluzione della suddetta problematica».

Il documento integrale è disponibile al seguente link.

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1 Commento

  • Alfredo scrive:

    Solo buffonesche chiacchiere! Perché invece di chiedere tavoli non propongono loro, animalisti e ambientalisti, la soluzione che eviti sul serio danni all’agricoltura, io ne ho subiti, e pericoli per le persone, io li ho corsi, invece di chiedere inutili tavoli per farsi pubblicità.

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