Le braciole messinesi conquistano Milano. Il caso di successo de “La Bracioleria”

La Bracioleria 2Quanti di voi amano le braciole? E quanti le considerano un patrimonio di estrema bontà da far conoscere al mondo intero? Qualcuno ha deciso di portare avanti questa idea e così è nata una storia imprenditoriale di successo, con un cuore tutto siciliano. Stiamo parlando de La Bracioleria, noto locale milanese che da qualche anno sta facendo scoprire il volto messinese della braciola, lì dove per braciola si intende una fetta di carne arrosto.

L’idea nasce da Roberto Ruggeri e Fabio Giuffrè, due amici d’infanzia entrambi trapiantati a Milano. Tanto marketing e capacità imprenditoriale contraddistinta da diverse esperienze anche nella nostra Messina per il primo, competenze legali per il secondo. Il comune amore per la tradizione della terra d’origine e l’idea di adottare il modello di business della pizzeria al prodotto braciola, dedicandogli un locale e portando avanti un semplice obiettivo: fare assaggiare una braciola ad ogni milanese.

La BracioleriaSono stati i primi ad esportare il prodotto fuori dallo Stretto ideando un’offerta unica e riconoscibile in  un locale che già nel nome racconta tutto, con il beneficio di creare un mercato ma anche la difficoltà di far conoscere un tipicità locale poco nota.

«Ci siamo sempre imposti il motto “Sicily first” – ci spiega Roberto Ruggeri. La nostra prima ricetta della classica tradizione ci è stata concessa dalla Macelleria Liotta di Camaro: le braciole più buone del mondo. Più in generale, gran parte della materia prima è siciliana, cerchiamo di rispettare il nostro cuore messinese valorizzando il territorio a cui siamo legatissimi e che cerchiamo di promuovere contestualmente all’attività, oltre al piacere nel contribuire all’economia dell’isola».

E’ così che il rispetto della tradizione è stata la vera innovazione portata da La Bracioleria, insieme ad un elemento di design brevettato dallo stesso Roberto, “il piatto con il buco” che permette di sfilare le braciole e il rechargetable, tavoli che consentono di ricaricare il cellulare, precursori di quelli oggi venduti da varie catene.

«Il principale ostacolo affrontato all’avvio del progetto è stato proprio l’inesperienza dovuta alla scarsa conoscenza del mondo della ristorazione» ammette lo stesso Roberto, spiegando di non essersi affidati a professionisti adeguati che potessero dare valore alla loro vision, con le competenze necessarie in ambito food&beverage.

Oggi la braciola resta con la sua versione classica (la più venduta), il piatto della tradizione, mentre i due ideatori lavorano a proposte gourmet per i palati più esigenti e attenti alle mode, perché il mercato di Milano è una continua sfida.

Nel futuro c’è il sogno della braciola – e quindi di Messina – alla conquista del mercato europeo.

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