Emergenza Incendi: Comune e Regione prendono provvedimenti

incendi a MessinaInnumerevoli i danni arrecati al territorio siciliano dagli incendi delle ultime settimane. Grande preoccupazione dalle province e dalla Regione Siciliana, nonché dei sindacati, che chiedono soluzioni tempestive per i danni.

E’ stata presentata ieri dal Sindaco metropolitano, Renato Accorinti, la richiesta ufficiale di dichiarazione dello stato di emergenza.

L’atto, inoltrato al Presidente della Regione Siciliana, al Dipartimento regionale della Protezione Civile e, per conoscenza, al Prefetto di Messina, è propedeutico per poter avviare la fase di censimento, stima e riconoscimento dei danni, soprattutto quelli arrecati al patrimonio boschivo, viario, edilizio privato, infrastrutturale e dei servizi (reti elettriche, telefoniche e idriche), alle attività economiche ed a quelle agropastorali con il conseguente rischio di un ulteriore dissesto del territorio che, già fragile, ne vede ulteriormente compromesso lo stato complessivo.

Dalla Regione, invece, arriva notizia di un accordo, con la Protezione civile nazionale, sulla presenza, nel territorio di alcuni mezzi antincendio, fondamentali per combattere fenomeni come quelli dei giorni scorsi. 3 Canadair a Birgi; 3 Canadair a Lamezia Terme; 1 Elicottero Marina a Fontanarossa; 1 Elicottero VVFF a Fontanarossa; 1 Elicottero S64 a Comiso; 1 Elicottero VVF a Boccadifalco dalla prossima settimana, oltre ad ulteriori due elicotteri dell’esercito, di stanza in Sicilia, da convenzionare.

Intanto è fermento fra i sindacati. Il segretario generale della Cisl, Tonino Genovese e il referente di S.Agata di Militello, Basilio Caruso, accendono i riflettori su competenze e responsabilità.

Alla Regione, Tonino Genovese e Basilio Caruso chiedono «l’assicurazione della presenza delle squadre antincendio h24 e la disponibilità di un adeguato numero di mezzi aerei e terrestri, con relative attrezzature», ma i referenti della Cisl chiamano in causa anche i Consigli comunali: «dovrebbero approvare il regolamento per i fuochi controllati in agricoltura e aggiornare il Piano di Protezione civile, strumento di prevenzione a tutela della sicurezza del territorio e dell’incolumità dei cittadini».

Poi ci sono i sindaci, ufficiali di Governo e responsabili locali della protezione civile. «Essi – ricordano Genovese e Caruso – hanno la competenza di emettere ordinanza che, nel rispetto del regolamento e ad integrazione dello stesso, prescriva gli obblighi che hanno i proprietari nel manutenere i fondi agricoli e le pubbliche amministrazioni (Anas e, in particolare, la Provincia) per la rete viaria, ad effettuare gli interventi di decespugliamento qualora l’obbligo non ricada sui detentori e/o conduttori dei fondi confinanti e i frontisti».

«Un obbligo – precisano – per i Comuni è invece quello di redigere ed approvare il catasto delle aree attraversate dal fuoco, nelle quali, una volta censite, dovrà essere inibita ogni attività (allevamento, edificazione, attività venatoria, raccolta funghi)».

Genovese e Caruso si rivolgono anche a chi deve effettuare i controlli per il rispetto dei vincoli. «Qui entrano in scena le forze dell’ordine, in particolare i Carabinieri e la Forestale. Devono essere un deterrente per scoraggiare chi pensa di potere trarre vantaggi bruciando il terreno».

«Solo attraverso il rispetto dei compiti di ciascuna istituzione e la sensibilizzazione dei cittadini – concludono i referenti della Cisl – i danni e i rischi possono essere ridotti al minimo e sarà possibile evitare gli ingenti danni, alcuni irreversibili, come quelli che, anche quest’anno si stanno verificando».

 

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