Medicina dello Sport- Il medico della Nazionale Italiana di calcio ospite a Milazzo

Pubblicato il alle

4' min di lettura

Medicina dello SportLa sensazione è di una piacevole conversazione con un amico, la realtà è che stiamo intervistando il Prof. Enrico Castellacci, Responsabile dello staff medico della Nazionale Italiana di calcio.

Nativo di Portoferraio, Isola d’Elba, dopo essersi laureato in Medicina all’Università di Pisa si è specializzato in Ortopedia e Medicina dello Sport fino a diventare Direttore del Dipartimento di Traumatologia dello Sport presso l’Ospedale di Lucca. La sua carriera di medico sportivo nel calcio professionistico inizia nel 1988 alla Lucchese, allenata all’epoca da Marcello Lippi. Passato all’Empoli in Serie A, Castellacci assume nel 2006 l’incarico di Responsabile dello staff medico della Nazionale sino alla vittoria del Mondiale in Germania. Dopo una parentesi di due anni, torna con gli Azzurri nel 2008.

Il professionista toscano lo scorso 28 dicembre è stato ospite del Poliambulatorio Orice di Milazzo diretto dal Dott. Pino Riolo. La struttura medica milazzese nell’ottica di una continua e costante crescita professionale e di un’offerta specifica alla propria utenza, ha intrapreso una proficua collaborazione con il Prof. Castellacci che a cadenza mensile sarà presente a Milazzo per visite, consulti ed interventi.

È dedicata proprio al Poliambulatorio Orice di Milazzo la prima parte della nostra intervista: “Amo la Sicilia- esordisce Castellacci -, ho uno studio a Palermo ed ho imparato ad apprezzare la cordialità ed il calore di questa gente. La collaborazione con il Poliambulatorio Orice nasce dall’intraprendenza di due giovani professionisti che sono venuti a trovarmi in Toscana per espormi il loro progetto. Il loro entusiasmo mi ha convinto ed eccomi qui.

Interessante chiedere ad una eccellenza come quella rappresentata dal Prof. Castellacci che risvolti possa avere la sua esperienza e la conoscenza acquisita in ambito di Medicina dello Sport nella “quotidianità sanitaria”. La risposta non si fa attendere: “Io sono anzitutto un medico ortopedico e come tale il mio lavoro ha molteplici applicazioni sia in ambito sportivo che nella “vita normale”. Certo è che avendo dedicato gran parte della mia attività al settore medico-sportivo possa applicare metodologie specifiche e innovative.

A questo proposito introduciamo un argomento quanto mai attuale: l’utilizzo delle cellule staminali in diverse patologie, specie per ciò che concerne gli interventi al ginocchio.

Gli occhi del Prof. Castellacci si illuminano: “ Le cellule staminali rappresentano il futuro, possono darci grandi soddisfazioni. Dico sempre ai miei studenti che la materia va trattata con il giusto equilibrio, bisogna andarci cauti ma ho molte aspettative al riguardo. Ritengo che con l’utilizzo di queste cellule e dei fattori di crescita siamo in grado di migliorare, e in alcuni casi di risolvere gravi patologie.

Inevitabile il riferimento calcistico: chiediamo che tipo di lavoro svolgono i calciatori della nostra Nazionale in prossimità ed in preparazione di un evento sportivo importante come i Campionati Europei o i Mondiali. “Riteniamo sia fondamentale applicare un programma personalizzato; ogni atleta ha dei parametri assolutamente personali e specifici. Bisogna lavorare su quelli per ottenere il massimo da ognuno. Le strutture e le apparecchiature a nostra disposizione in ambito federale sono quanto di meglio si possa avere e nei periodi collegiali cerchiamo di far lavorare la Nazionale come un club analizzando tutti gli elementi a nostra disposizione. Nel lungo periodo, la preparazione specifica e personalizzata è quella che fa la differenza.

Lippi e Prandelli, due allenatori vincenti con i quali Castellacci ha lavorato, differenze? “Sono molto simili nella loro diversità. Mirano entrambi al massimo e lo raggiungono in modi diversi, ma parliamo di un livello altissimo di capacità e professionalità. Stimo molto Marcello Lippi con il quale continuo a collaborare nonostante lavori nella lontana Cina; apprezzo tantissimo il lavoro di Cesare Prandelli, condivido le sue metodiche di lavoro e sono sicuro che raggiungerà gli obiettivi che si è prefissato”.

(101)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.