Dalla pandemia alla guerra, al Policlinico di Messina focus sulla medicina delle catastrofi

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Si è svolta ieri, 24 giugno 2022, al Policlinico “G. Martino di Messina, la prima giornata del XX Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Medicina delle Catastrofi, dopo l’inaugurazione del 23. Nel corso dei lavori sono emersi in particolare alcuni fondamentali concetti chiave: flessibilità, multiprofessionalità, formazione, pianificazione strategica, innovazione e comunicazione. Si è evidenziata, inoltre, la necessità di fare rete con tutti gli enti coinvolti nella gestione di una maxi emergenza come la pandemia e i conflitti bellici.

Grazie ai contributi degli esperti si è fatto il punto sul ruolo del Dipartimento della Protezione Civile, delle Regioni, della Sanità Territoriale, della CROSS (Centrale Remota di Soccorso Sanitario), dell’importanza delle centrali operative 118 e del Referente Sanitario Regionale Grandi Emergenze e degli ospedali, non solo in pandemia ma anche nel caso di guerre.

Un accento particolare è stato posto sull’esperienza, purtroppo maturata di recente, del conflitto russo-ucraino.

«In un contesto terribile come quello delle catastrofi, e lo stiamo vedendo in questo periodo con le immagini e i racconti che ci arrivano dall’Ucraina – ha detto il dott. De Luca, presidente del XX congresso nazionale AIMC e pediatra – il binomio mamma-figlio è doppiamente vittima. Il ruolo del pediatra in questa associazione è quello di favorire, garantire sempre e comunque un’assistenza particolare alle madri e ai loro bambini. Sono le persone che chiedono di meno e che molto spesso hanno di meno. È importante assistere sempre e comunque con le giuste attenzioni, perché il bambino non è un piccolo adulto e la mamma è una donna in condizioni particolari e ha bisogno di assistenza specifica».

Si è parlato inoltre, dei vantaggi rappresentati dall’introduzione di innovazioni e strumenti tecnologici, come l’air mobility con l’uso dei droni, la telemedicina e i sistemi visual per la gestione delle risorse, per far fronte alle maxi emergenze.

La quarta sessione della giornata è stata dedicata all’importanza della simulazione e dell’addestramento delle figure professionali nell’ambito di una corretta formazione, fondamentale per evitare di farsi cogliere impreparati in caso di una grande emergenza sanitaria e sociale.

La comunicazione in pandemia, verso l’interno e verso l’esterno, ha rappresentato un ulteriore tema di riflessione, affrontato nel corso di una tavola rotonda moderata dal prof. Marco Centorrino e dalla dott.ssa Giovanna Gioffrè, alla quale hanno partecipato il giornalista dott. Sebastiano Caspanello, il dott. Antonio Levita, la dott.ssa Fiorenza Sarzanini, la prof.ssa Giovanni Spatari e il dott. Tony Siino, durante l’ultima sessione della giornata. La gestione di una maxi emergenza passa anche attraverso una comunicazione affidabile veicolata dai canali di informazione e dalle istituzioni come fonti primarie.

Contemporaneamente, si sono svolti i lavori di una sessione parallela dedicata agli aspetti legati alla medicina veterinaria nelle emergenze non epidemiche, durante la quale è stato tracciato un excursus sul ruolo del Dipartimento di Sanità Pubblica e Veterinaria nelle grandi emergenze.

In linea con i temi del congresso, la pausa pranzo si è svolta all’interno della simulazione di una mensa da campo che è stata allestita nel piazzale antistante il palazzo dei congressi del Policlinico.

Oggi, sabato 25 giugno, si svolgerà la sesta e ultima sessione, divisa in tre parti, del XX congresso AIMC, sul tema dell’assistenza in scenari difficili e/o ostili.

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