Teatro, i sindacati attaccano Saija. Proclamato stato di agitazione

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Dopo aver annunciato le dimissioni il sovrintendente del Teatro Antonino Saija è finito dei sindacati.   La Fp Cgil ha avanzato richiesta di incontro urgente al fine di chiarire i contorni di una gestione poco rispettosa nei confronti delle parti sindacali e, dunque, dei lavoratori che vengono definiti inadeguati.

Il sovrintendente nel puerile tentativo di addossare la responsabilità del fallimento sui lavoratori dimentica – dichiarano Clara Crocè Segretario Generale della FPCGIL  e Rosa Raffa coordinatrice del settore –   di dire che le scelte sono state operate in modo unilaterale. Se la macchina amministrativa non funziona la responsabilità è ascrivibile soltanto a lui.

 La FPCGIL ha chiesto di discutere la riorganizzazione e il funzionigramma in quanto atti adottati in modo unilaterale dal Sovrintendente

Infatti, la FPCGIL ha contestato  la delibera n. 22 dell’11/5/2015, con la quale Saija  ha provveduto all’approvazione  del nuovo Regolamento di organizzazione, senza alcun confronto con le parti sociali.

Successivamente abbiamo contestato  la nota prot. 1878 del 14/3/2016,   e  in allegato la bozza di delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Ente , avente ad oggetto: “Indizione procedura concorsuale per il conferimento di nomina dei responsabili di Unità Organizzativa e per l’esame comparativo per il conferimento di incarichi di responsabili di unità operativa” unitamente al Bando per il conferimento di incarichi di unita organizzativa, cat. D.. Atti adottati ai sensi dell’art.16, del sopracitato regolamento di organizzazione.

In merito alla formazione la FPCGIL ha detto a chiare lettere di essere  favorevoli alla formazione del personale ma nella fattispecie, non possiamo fare a meno di chiedere per quali finalità il Sovrintendente  abbia  trasformato un corso di formazione in una prova concorsuale con tanto di nomina di commissione giudicatrice.

Infine, la fpcgil contestato la delibera n. 17  del mese di aprile 2016, checontempla infatti una serie di azioni rispetto alle quali non si può non tenere in considerazione il ruolo delle parti sindacali.

5) Istituzione ai sensi dell’art. 10 commi 17 e 18  del regolamento di organizzazione, che come detto prima non è adottato ed approvato ai sensi dell’art. 1 comma 3 della L.R. 10/2000, di uffici temporanei con l’utilizzo prioritariamente del personale dipendente ed eventualmente con affidamenti di incarichi a professionalità esterne.

Questi uffici sono collocati in posizione di staff alla Sovrintendenza che esercita le funzioni di sovrintendenza e coordinamento. Per l’attività degli uffici temporanei il limite di spesa è quello complessivamente previsto per l’anno 2015, così come di evince nella scheda predisposta dall’ufficio incrementato del 10%

La scheda non risulta allegata alla delibera e quindi non si ha contezza di quanto sarà impegnato a tal fine.

“Tale atto – evidenza la segretaria generale Clara Crocè e Rosa Raffa coordinatrice del settore  – contempla una vera e propria riorganizzazione senza che le organizzazioni sindacali siano state minimamente convocate e/o informate per discutere di una vera e propria riorganizzazione degli uffici dell’ente teatro, dando seguito ad un regolamento di organizzazione che a parere di questa sigla è palesemente illegittimo. Tutti atti che  sanciscono ad attribuire il comando ad  un solo  uomo, concludono Crocè e Raffa.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Cisl.  “Strumentali e farneticanti”. Così il segretario generale della Calogero Emanuele, definisce le dichiarazioni dell’ormai ex sovrintendente dell’Ente Teatro Vittorio Emanuele. 2Tutte le criticità emerse negli ultimi anni non possono essere assolutamente addebitate ai dipendenti – prosegue Emanuele – l’accusa che all’interno dell’Ente mancano le professionalità capaci di poter gestire il sistema è pretestuosa».

Per la Cisl Fp sono fughe in avanti quelle dell’ex sovrintendente e su questo chiede chiarezza per evitare una caccia alle streghe. «Ricordiamo all’ex Sovrintendente tutti i tentativi che ha posto in essere cercando di superare le relazioni sindacali, adottando unilateralmente atti che tra le righe nascondono strategie mirate solo a sminuire le professionalità e le risorse umane che per un ventennio hanno saputo assicurare programmazione e attività di gestione”.

Ma il segretario provinciale della Funzione Pubblica Cisl non nasconde neanche qualche perplessità sulla vicenda. “Non vorremo che si voglia alzare un polverone solo per rafforzare posizioni e ruoli – sostiene Calogero Emanuele – Le dimissioni del Sovrintendente devono far riflettere e ripensare all’organizzazione e alla gestione del Teatro perché se da un lato una sorta di rilancio è stato intrapreso, dall’altro lato vengono assunte posizioni che guardano ad un decentramento delle attività sul territorio che sicuramente servono ma sarebbe necessario, prima, effettuare una comparazione costi-benefici”.

Sul versante dei dipendenti la Cisl Fp pretende chiarezza e soprattutto “di sentire le verità che sono quelle di una sana e corretta attività amministrativa, contabile e tecnica che in questi anni ha tenuto alta la bandiera del Teatro Vittorio Emanuele”. Per questo, la Cisl Fp chiede al Consiglio di Amministrazione di convocare un incontro urgente con il sindacato per ripristinare le verità e soprattutto restituire dignità e rispetto alla forza lavoro.

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