Le Unioni Civili diventano ufficiali, migliaia di celebrazioni in Sicilia e in tutta Italia

(foto) presidente Mario Marco Canale di ANDDOSLe Unioni Civili diventano ufficiali e tutti i sindaci potranno celebrarle senza più intoppi burocratici: l’ANDDOS, “associazione Nazionale contro le Discriminazioni da orientamento sessuale”, annuncia migliaia di celebrazioni in Sicilia e nei Comuni di tutta Italia.

All’indomani della pubblicazione del decreto ponte sulla Gazzetta Ufficiale (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 luglio, n.144, ai sensi della legge Cirinnà del 20 maggio 2016 n. 76), venerdì 29 luglio l’entrata in vigore del provvedimento.

Tra i punti più controversi spiccava l’esplicito divieto, rivolto ai sindaci critici del provvedimento, di esercitare l’obiezione di coscienza. Chi deciderà di fare obiezione di coscienza nel celebrare unioni civili, sostanzialmente testimonierà il proprio dissenso anche ad una ridefinizione della famiglia. A tal proposito il presidente dell’ANDDOS, Mario Marco Canale, è intervenuto dicendo “Vogliamo proprio vedere quale sindaco vorrà giuridicamente opporsi ad applicare ad una normativa di legge: un diniego da parte di un sindaco a voler celebrare un’unione civile è un atto deplorevole prima dal punto di vista umano e poi strettamente legislativo. Non c’è alcuna libertà di pregiudizio e i dogmi devono restare fuori dal dibattito politico: un sindaco può sempre scegliersi di dimettersi se non vuole rispettare le regole democratiche del suo Paese”.

E così, al via le unioni civili: in molte città italiane sono già attivi i primi numeri telefonici per le prenotazioni.

La coppia maggiorenne, che vorrà formare un’unione civile, dovrà richiedere formalmente la costituzione della stessa dichiarando nome, cognome, data e luogo di nascita, cittadinanza e luogo di residenza all’Ufficiale dello stato civile del Comune di loro scelta. La coppia potrà scegliere di adottare un solo cognome o di lasciarli entrambi. Anche per rompere l’unione civile, come per il matrimonio, si dovrà ricorrere al divorzio.

“In rappresentanza dei nostri oltre 185.000 associati in tutta Italia – ha annunciato dunque il presidente Canale – prevediamo che migliaia di nostri iscritti siano pronti a celebrare le unioni civili nei rispettivi Comuni di residenza. Finalmente l’amore senza barriere burocratiche, senza più pregiudizi. Le unioni civili non tolgono niente a nessuno, che questo concetto sia chiaro ancora una volta: la felicità di tutti che nulla toglie agli altri. Finalmente anche l’Italia ha rimosso una profonda discriminazione”.

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