Infarto e Ictus: Asp unite in una rete per gestire le emergenze

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Le “reti tempo-dipendenti” nella provincia di Messina sono già una realtà.  L’obiettivo  di trattare  precocemente  alcune patologie per ridurre la mortalità e gli eventuali esiti invalidanti è stato raggiunto grazie ad una azione sinergica fra tutte le Aziende Sanitarie delle Provincia.

Sono già attive, infatti, su tutta la provincia di Messina, le reti per la gestione dell’infarto “Stemi” e dell’ictus cerebrale in fase acuta.

Si tratta di un sistema di rete  per la gestione dell’emergenza-urgenza, che coinvolge più ospedali a diversa complessità assistenziale, organizzati per intensità di cura, e distinti in Hub e Spoke, in continuità territorio-ospedale  per il quale le tre aziende della provincia hanno stilato procedure condivise al fine di una semplicità di linguaggio fra i vari attori del sistema.

A tal proposito,  sono stati introdotti codici di attivazione ben definiti, per l’infarto è stato definito codice “Stemi” mentre per l’ictus il codice “Ictus”

Chiaramente il trattamento non riguarda tutti i pazienti che sono affetti da patologie cardiache, ma solo il trattamento elettivo di quanto previsto dalla procedura.

Diversamente si verrebbe a creare sovraccarico nei centri Hub, non consentendo l’obiettivo del trattamento elettivo ai casi previsti. Dal territorio fino alla struttura di riferimento specializzata con una indicazione precisa: la logica è quella di un intervento tempestivo che, se messo in atto nel tempo previsto, contribuisce a migliorare il trattamento e la prognosi.

Un paziente con infarto, che risponde alle caratteristiche previste, verrà trasportato in “codice Stemi” direttamente presso i centri hub di riferimento, centri dotati di emodinamica: Aou Policlinico G. Martino, Aoor Papardo-Piemonte, Po di Taormina.

Già da quando il paziente si trova sull’ambulanza del Sues-118 si sviluppa un contatto diretto con il cardiologo dell’Utic di riferimento. Nel caso in cui invece un paziente con Stemi si presenti presso un centro spoke, sarà quest’ultimo a curarne il trasferimento secondario urgente presso l’hub.

Il fattore tempo diventa determinante anche per l’ictus cerebrale in fase acuta. In questa circostanza è fondamentale riconoscere subito i sintomi e i segni di quella che, in gergo medico, si chiama cerebropatia vascolare acuta.

Il paziente, se eleggibile, verrà trasportato dal Sues-118  in emergenza medica, “codice Ictus”, presso la stroke unit dell’Aou “G. Martino” dove viene effettuato il trattamento di trombolisi a cura del personale della stroke unit  o trombectomia  a cura dei neuroradiologi.

L’efficacia, in termini di riduzione della mortalità e delle disabilità, dipende dal ristretto margine temporale d’intervento.

Molti anche i percorsi formativi già intrapresi, curati dall’unità di formazione aziendale, e rivolti a tutti gli operatori che fanno parte della rete.

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